Il caso

“Clandestina” per errore: fa causa al Comune

Tetiana Botiuk e il marito Ugolino Salvati chiedono al Comune di Pessano di rispondere di un errore che avrebbe commesso un agente di Polizia Locale e che ha causato loro gravi problemi

“Clandestina” per errore: fa causa al Comune
Martesana, 27 Ottobre 2020 ore 08:47

“Clandestina” per errore. E’ l’incredibile storia di Tetiana Botiuk e di suo marito Ugolino Salvati, che ora hanno deciso di fare causa al Comune di Pessano con Bornago.

“Clandestina” per errore, fa causa al Comune

Tetiana e Ugolino si sono sposati nel febbraio 2015. Lei ucraina, classe 1983, lui italiano, classe 1954. La loro differenza di età aveva insospettito la Questura di Milano che il 25 giugno aveva chiesto una verifica urgente alla Polizia Locale di Pessano, dove la coppia vive in un appartamento parrocchiale. Ugolino è infatti da sempre molto amico di don Claudio Preda. Ad agosto viene quindi mandato un agente, lo stesso che pochi mesi prima aveva effettuato il sopralluogo per dare alla coppia la residenza. Non li trova e torna l’8 settembre, ancora una volta senza fortuna. In entrambi i casi, prima un conoscente e poi don Claudio spiegano che la coppia è momentaneamente in Ucraina. Nel verbale che arriva in Questura è però indicata la parola “trasferimento”, mai pronunciata da nessuno, che diventa però l’inizio di due anni da incubo.

Nozze annullate ed espulsione

La vita di Ugolino e Tetiana prosegue senza scossoni fino al 31 luglio 2017. Il permesso di soggiorno della donna è in scadenza e si reca in Questura per il rinnovo. Lì però le viene comunicato l’annullamento del documento e il decreto d’espulsione. Il motivo? Loro erano irreperibili e le nozze sono state considerate nulle. Un fulmine a ciel sereno. Da quel momento la coppia inizia un lungo iter giudiziario in cui devono dimostrare la veridicità del loro amore e combattere per ottenere il permesso di soggiorno. Nel frattempo Tetiana deve rinunciare al lavoro, alle cure mediche e alla possibilità di tornare in patria a trovare la famiglia.

L’iter giudiziario

Il primo passo premia la coppia. Un giudice dopo aver ascoltato diverse testimonianze e raccolto prove fotografiche stabilisce che il matrimonio è valido. A quel punto i due denunciano l’agente di Polizia Locale autore del verbale, ma il procedimento penale viene archiviato perché “è impossibile dimostrare il dolo”. Si passa quindi nel campo civile: Tetiana e Ugolino chiedono un rimborso al Comune che rifiuta però ogni mediazione. A questo punto la coppia decide di fare causa al Municipio: toccherà a un Tribunale stabilire se siano stati commessi degli errori.

“Due anni di vita rovinati”

“Siamo consapevoli che esistano realtà in cui il matrimonio viene usato per altri fini, ma non è il nostro caso – hanno sottolineato – Ci siamo sentiti trattati come dei criminali quando sarebbe bastata solo un po’ più d’attenzione da parte di chi ha redatto il verbale. Non ci siamo mai nascosti, viviamo in paese, ci siamo sposati in chiesa. Senza don Claudio saremmo finiti sotto i ponti. Due anni della nostra vita sono stati rovinati e chiediamo solo che venga riconosciuto l’errore commesso”.

Nella Gazzetta della Martesana

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