Cernusco, figli sottratti per problemi abitativi. Manifestano a Biella

Cernusco, figli sottratti per problemi abitativi. Manifestano a Biella
04 Agosto 2017 ore 17:52

Un sit-in di protesta davanti alla casa famiglia in cui è ospitato uno dei loro figli per chiedere che i loro ragazzi, dopo dieci anni di allontanamento, tornino in famiglia.  Maria Dolores e Gerolamo Rotta hanno dato vita venerdì all’ennesimo gesto di protesta per chiedere di essere ascoltati.

“Nelle relazioni e nel decreto si legge che i bambini sono stati tolti con motivazioni soggettive quali “incuria e ipostimolazione” – fa sapere il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus – In realtà tutto era nato dalla loro richiesta di trasferirsi in un’altra casa perché l’alloggio in cui in cui abitavano non era a norma. Da quel giorno la famiglia è stata abbandonata a sé stessa. Anni dopo, i due figli maggiori, sentendosi inascoltati, sono scappati dalla comunità per tornare a casa. Anche in quel caso nessuno ha fatto nulla. Da allora vivono in famiglia, nel totale disinteresse delle istituzioni, e ora hanno compiuto la maggiore età; i due figli minori, invece, sono ancora lontani da casa nonostante la loro richiesta di tornare in famiglia”.

La vicenda origina da un problema abitativo, ma una serie d’intoppi porta all’allontanamento dei figli.

“La famiglia viveva in un appartamento assegnato dal Comune, ma nel giugno del 2006 l’ASL segnalava che nell’abitazione era presente polvere d’amianto – hanno proseguito dal Ccd –  Alla famiglia viene assegnato un altro alloggio, ma nel momento in cui si recano a prenderne possesso scoprono che è stato occupato abusivamente da altre persone. La famiglia viene rimandata temporaneamente nell’alloggio con l’amianto. In seguito il Comune trova un’altra sistemazione, ma anche questa non è idonea (per via di un locale abusivo) e bisogna aspettare ancora la messa a norma”

Gli ispettori, poi dichiarano la struttura inagibile per sei persone: i figli vengono affidati tre a una comunità biellese, uno a una famiglia.  Da qui l’inizio dell’odissea familiare.

“I ragazzi lamentano maltrattamenti e chiedono di tornare a riabbracciare i genitori, ma nessuno sembra ascoltarli – prosegue il comitato – Dieci lunghi anni sono passati inutilmente e la famiglia, stanca di aspettare, passa alle vie di fatto, affidandosi all’’avvocato Francesco Miraglia per tutelare il diritto dei minori alla propria famiglia, e valutare una possibile richiesta di risarcimento danni”. 


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