In manette

Centomila euro per uccidere il capo della Curva Nord Andrea Beretta

Nuovi sviluppi e nuovo arresto (di una persona già in carcere) nell'ambito dell'inchiesta Doppia curva

Centomila euro per uccidere il capo della Curva Nord Andrea Beretta

Una nuova ordinanza di custodia cautelare, notificata in carcere a Giuseppe Poerio, 32 anni, accusato di essere stato ingaggiato per eliminare Andrea Beretta, capo della Curva Nord dell’Inter. Ancora sviluppi, secondo fonti di stampa,nell’inchiesta “Doppia curva” della Procura di Milano che dal settembre 2024 ha decapitato i vertici del tifo organizzato milanese.

Un ponte con i Bellocco

Poerio, conosciuto negli ambienti ultrà e già detenuto per fatti di droga, non è un volto nuovo per gli investigatori della Dda di Milano. Il suo nome, come emerso dalle indagini coordinate dal pm Paolo Storari, era già finito nel fascicolo della maxi-inchiesta “Doppia Curva” che ha svelato i rapporti tra la tifoseria organizzata nerazzurra e la potente cosca calabrese dei Bellocco.

L’accusa: sei colpi di pistola durante una lite

Il provvedimento firmato dalla gip Sara Cipolla, però, parte da un episodio apparentemente lontano dalle dinamiche degli stadi. A Poerio vengono contestati sei spari esplosi nel corso di una lite avvenuta nel luglio 2025. Ma è nelle pieghe dell’ordinanza che riemerge con forza il collegamento con la faida interna alla Curva Nord.

Un “contratto” da 100mila euro per uccidere Beretta

Secondo quanto ricostruito dal giudice, il 32enne in passato “si sarebbe messo a disposizione per l’esecuzione materiale dell’omicidio” di Andrea Beretta, all’epoca potente capo della curva interista. Un omicidio che non venne mai compiuto, ma che era stato pianificato nei dettagli.

A confermare il progetto criminale, come si legge nei verbali, è stato lo stesso Marco Ferdico, carugatese, altro leader della Nord attualmente in carcere sempre per l’inchiesta “Doppia Curva” e per l’omicidio del 2022 di Vittorio Boiocchi, storico capo ultrà nerazzurro.

Ferdico, rispondendo alle domande dei magistrati, ha indicato proprio in “il Pinna” – il soprannome di Poerio – l’uomo incaricato di sparare, con un compenso pattuito di 100mila euro.

La paura di Beretta e l’omicidio Bellocco

Un piano che getta una luce ancora più cupa sugli eventi successivi. La paura di essere ucciso, come già emerso dalle indagini, aveva spinto Andrea Beretta a una mossa disperata.

Il 4 settembre 2024, a Cernusco sul Naviglio, Beretta uccise  Antonio Bellocco, 36enne erede dell’omonima famiglia di ‘ndrangheta, che sedeva con lui nel direttivo della curva. Un delitto maturato in un clima di sospetti e tradimenti, proprio mentre stava per scattare il blitz “Doppia Curva” che avrebbe portato in carcere decine di persone.

Il quadro delle indagini

Poerio si trova ora in carcere con l’accusa di aver esploso i colpi di pistola nella lite del luglio 2025. Ma il suo profilo, delineato nell’ordinanza, è quello di un uomo “a disposizione” per azioni estreme, inserito in un contesto in cui le intimidazioni, gli affari nello stadio e i rapporti con la criminalità organizzata si intrecciano in modo indissolubile.

La Dda continua a lavorare per delineare i contorni di questa galassia violenta. Le quasi 90 anni di condanne inflitte a 16 imputati nel processo “Doppia Curva”, con pesanti pene per lo stesso Beretta (passato poi a collaborare con la giustizia) e per il capo della curva Sud del Milan Luca Lucci, hanno già tracciato un solco. La posizione di Poerio rappresenta ora un nuovo tassello per capire chi, nel sottobosco del tifo armato, fosse pronto a premere il grilletto.