Cronaca

Carabinieri accusati dal ladro: chiesto rinvio a giudizio

Il tunisino sostiene di essere stato picchiato durante l'arresto: aveva rubato il cellulare a una donna

Carabinieri accusati dal ladro: chiesto rinvio a giudizio
Cronaca Sesto, 29 Luglio 2018 ore 09:00

Carabinieri accusati dal ladro: chiesto rinvio a giudizio. Il tunisino sostiene di essere stato picchiato durante l'arresto: aveva rubato il cellulare a una donna. Venne fermato dopo un inseguimento.

Chiesto rinvio a giudizio per due carabinieri

La vicenda risale a ottobre 2017, quando due carabinieri in servizio a Monza (uno di loro residente a Sesto San Giovanni) arrestarono un tunisino. Una volta in caserma e negli interrogatori successivi, il nordafricano aveva però accusato i due militari di violenza. Accuse che hanno portato alla denuncia degli uomini dell’Arma, alla loro sospensione dal servizio e alla decurtazione della metà dello stipendio. Una vera beffa, se si pensa che al tunisino, irregolare, è stato poi semplicemente imposto l’obbligo di firma. E, ulteriore beffa, è tornato a delinquere.

Sono accusati di falso, lesioni e calunnia

Il pubblico ministero Flaminio Forieri del Tribunale di Monza ha chiesto il rinvio a giudizio dei due carabinieri, che compariranno davanti al giudice per le udienze preliminari Emanuela Corbetta il 18 ottobre prossimo. I due militari sono imputati di falso, lesioni e calunnia. Poche settimane fa, il Tribunale del Riesame di Milano aveva "sconfessato" una prima ordinanza emessa dal giudice di Monza Patrizia Gallucci, che sospendeva i due dal servizio, reintegrandoli all’interno del Nucleo operativo e radiomobile di Monza.

La relazione medica

L’accusa si basa sulla relazione di un medico del carcere, dove il tunisino era stato trasferito dopo le ore trascorse in camera di sicurezza, che parlava di lesioni al dorso e alla fronte. "Lesioni lievi", che per la difesa dei due carabinieri sono compatibili col fatto che l’immigrato irregolare (successivamente arrestato di nuovo perché era tornato a delinquere) aveva fatto resistenza all’arresto. Una tesi in pratica sposata anche dal Tribunale del Riesame, per il quale le accuse "non sono sufficientemente provate".

 

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