Capriate la parabola del Cabina da monumento storico a paesaggio da horror

I grillini: "Non cerchiamo colpevoli, ma soluzioni".

Capriate la parabola del Cabina da monumento storico a paesaggio da horror
Isola, 24 Giugno 2018 ore 11:21

Capriate la parabola del Cabina, oggi teatro di degrado è stata analizzata dal gruppo "Amici di Beppe Grillo".

Capriate la parabola verso il degrado

"I grillini di Capriate non cercano colpevoli ma soluzioni". Parole e musica sono del referente del gruppo Amici di Beppe Grillo Capriate San Gervasio, Massimo Bologna che ha voluto riportare l’attenzione sulla vicenda dell’Hotel Cabina, una struttura posta alle porte della città, chiusa e inutilizzata ormai da anni e oggetto di pesante degrado.

"Come è potuto accadere?"

"Come è potuto accadere che questo storico monumento e le zone vicine si siano trasformate in quel che ora sembra un paesaggio per film horror? - Si è chiesto Bologna - Come è potuto accadere che un luogo storico dove una lunga battaglia ha fatto numerose vittime, molte delle quali ragazzini, si trasformasse in un mostro? Qualunque cosa sia successa spetta a qualsiasi Amministrazione agire e trasformare questo mostro per farlo ritornare com’era in origine".

Nata come cabina elettrica

La struttura, nata come cabina elettrica, nel 1945 fu teatro di uno scontro tra tedeschi in fuga e partigiani. Poi, negli anni ‘60, fu convertito in albergo-ristorante da una famiglia operante nel settore e tale è rimasto, tra alti e bassi, fino al 2000. E’ in questo periodo che avviene la svolta.
Acquistato da un’immobiliare, per l’edificio vengono ipotizzate diverse tipologie di trasformazione.  Da poco meno di dieci anni, però, la struttura è precipitata nel degrado

La battaglia del 1945

L’Hotel Cabina fu teatro di un terribile episodio bellico avvenuto il 28 aprile del 1945 quando vi fu uno scontro tra una formazione di partigiani e un gruppo di tedeschi in ritirata. I tedeschi che si erano trincerati all’interno della struttura, una trentina, erano secondo i racconti e le testimonianze dell’accaduto, quasi tutti graduati e pronti a resistere. Tra i partigiani, che assediavano l'edificio, e i tedeschi si innescò uno scontro a fuoco che costò la vita a nove partigiani: Angelo Biffi, Luigi Cantoni, Carlo Galbusera, Luigi Galli, Mario Malvestiti, Mario Pagnoncelli, Pietro Riva, Adriano Sala e Luigi Signorini.
TORNA ALLA HOME PER TUTTE LE ALTRE NOTIZIE