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In Appello

Autobus dirottato: pena ridotta per Ousseynou Sy

Il 48enne senegalese aveva preso in ostaggio 51 bambini lungo la Paullese tra Peschiera Borromeo e San Donato

Autobus dirottato: pena ridotta per Ousseynou Sy
Cronaca Martesana, 09 Aprile 2021 ore 17:39

Il 20 marzo 2019 aveva dirottato un autobus con a bordo cinquantuno bambini, due insegnanti e una bidella della scuola media "Vailati" di Crema. Ora il 48enne Ousseynou Sy ha visto la pena ridotta dalla Corte d'Assise d'Appello di Milano, che si è espressa oggi, venerdì 9 aprile 2021.

Autobus dirottato, una mattinata di terrore

Due classi delle scuole medie si trovavano a bordo di un autobus che percorreva la strada verso Crema, dove gli studenti stavano rientrando dopo un evento sportivo. Una normale mattinata trasformatasi improvvisamente in un incubo. L'autista, Ousseynou Sy, aveva improvvisamente cambiato direzione imboccando la Paullese. ""Da qui non esce vivo nessuno", aveva minacciato il 48enne senegalese, cospargendo poi il mezzo di benzina e legando alcuni ragazzi con delle fascette da elettricista. Uno degli studenti era però riuscito ad avvisare i genitori con il cellulare e questi ultimi avevano dato l'allarme.

Il salvataggio

I Carabinieri, si erano gettati all’inseguimento del mezzo da Paullo e avevano approntato il posto di blocco sul ponte di Peschiera Borromeo nel timore che l’autobus riuscisse a raggiungere la Tangenziale. Il 47enne aveva prima speronato l’auto dei militari perdendo poi il controllo del mezzo e finendo contro il guardrail. A quel punto aveva sparso la restante benzina e dato fuoco. Gli uomini dell'Arma erano però riusciti prontamente a rompere alcuni finestrini e forzare le porte sul retro aprendo la via di fuga a tutti i presenti, prima di disarmare e bloccare il dirottatore.

Il processo

In primo grado Sy era stato condannato a ventiquattro anni anche grazie al cambiamento del capo di imputazione, passato da sequestro di persona semplice a sequestro di persona ai fini di eversione o terroristici. La Corte d'Assise d'Appello di Milano ha però ridotto la pena a 19 anni, nonostante la sostituta procuratrice generale Lucilla Tontodonati avesse chiesto la conferma della condanna di primo grado. Lo sconto di cinque anni è dovuto al riassorbimento del reato di lesioni, da cui è stata anche esclusa l'aggravante della premeditazione, in quello di attentato con finalità di terrorismo. La Corte ha anche revocato la responsabilità civile del ministero della Pubblica istruzione, con le famiglie costituitesi parte civile che hanno già annunciato ricorso. Stesso discorso per Giovanni Garbagnati, avvocato difensore di Sy.