Arrestato Roberto Manno per l’esplosione in un palazzo di Pioltello

In manette il 25enne, esponente della famiglia 'ndranghetista già coinvolta nel Processo Infinito.

Arrestato Roberto Manno per l’esplosione  in un palazzo di Pioltello
06 Novembre 2017 ore 16:00

Arrestato Roberto Manno. E’ lui che i carabinieri di Milano sono andati a prendere stamattina dopo le indagini condotte a seguito dell’esplosione di una bomba nella palazzina di via Dante a Limito di Pioltello (LEGGI L’ARTICOLO).

Arrestato Roberto Manno

Detenzione di materiale esplodente, estorsione e usura, reati aggravati perché commessi con modalità mafiose. Questi i capi di imputazione ai danni del 25enne residente a Pioltello (ECCO CHI E’). Queste le motivazioni che hanno portato all’ordinanza di custodia cautelare, emessa il 4 novembre dal Gip del Tribunale di Milano Paolo Guidi ai danni di Manno. Stamattina i carabinieri del Nucleo investigativo di Monza e della Compagnia di Cassano hanno proceduto all’arresto del giovane.

Atto intimidatorio

Le indagini sono state coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Milano (dottoressa Ilda Bocassini  e dottor Paolo Storari) a seguito dell’esplosione di un ordigno piazzato sulla porta di casa di uno dei residenti del condominio di via Dante 9. Era il 10 ottobre e da allora gli inquirenti hanno scavato nel passato della vittima per capire le cause che hanno portato al gesto di intimidazione. L’atto sarebbe stato commesso con finalità estorsive, esattamente un’ora e venti minuti dopo la scadenza imposta per la consegna del denaro che spettava a Manno.

Minacce per un prestito mai rimborsato

Tutto nasce da un prestito di Manno al figlio della vittima. 20mila euro che, con gli interessi  da usuraio erano saliti sino a 32mila euro. Soldi che come lo stesso Manno ha detto “se non li paga il figlio li paga il padre”. Per questo motivo avrebbe deciso di mettere una bomba sulla porta di ingresso della residenza dei genitori della sua vittima, dato che il figlio era già scappato dall’Italia. L’attività investigativa ha permesso di documentare come Roberto Manno si sia reso protagonista nel recente passato di un grave atto di pestaggio ai danni di un altro giovane di Pioltello. Anche in questo caso l’azione sarebbe stata compiuta come corrispettivo di un debito di droga. La brutale aggressione sarebbe avvenuta in un parco, utilizzando un tubo di ferro come arma impropria. Lo stesso Manno si sarebbe vantato del gesto con un amico parlando al telefono, dialogo intercettato dai carabinieri (GUARDA IL VIDEO).

 Un cognome pesante

Un cognome pesante quello di Roberto Manno, esponente della famiglia pioltellese salita agli onori della cronaca durante il Processo Infinito. Il padre Francesco Manno  e lo zio Alessandro Manno, infatti, erano coinvolti in vari traffici criminosi ed erano stati individuati come esponenti di famiglie ‘ndranghetiste in Lombardia. Secondo gli inquirenti, proprio il nome di Manno e l’appartenenza alla famiglia ha permesso di documentare il grave assoggettamento psicologico in cui viveva la famiglia della vittima.

 

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