Al Tar

Appalto del verde e mezzi elettrici: braccio di ferro in Tribunale

Ricorso di una società contro l'assegnazione della commessa a Vimodrone da 800mila euro

Appalto del verde e mezzi elettrici: braccio di ferro in Tribunale
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Un appalto da oltre 780mila euro, una gara contesa tra aziende e una battaglia legale finita nelle aule del Tribunale amministrativo regionale della Lombardia.

Appalto del verde al Tar

Si accendono i riflettori sulla gestione del verde pubblico di Vimodrone: la Sezione prima del Tar ha, infatti, respinto la richiesta di sospensiva presentata dalla società Santamaria Srl, confermando l’aggiudicazione del servizio in favore della Colombo Giardini Srl e dando di fatto il via libera formale alla firma del contratto.

La vicenda ruota attorno alla gara per l’accordo quadro indetta dalla Centrale unica di committenza (Cuc) tra i Comuni di Vimodrone, Cassina de’ Pecchi, Rodano, Pioltello e Cambiago. Un maxi affidamento dal valore complessivo di 783.841,21 euro (oltre Iva), destinato a garantire la manutenzione del patrimonio botanico e dei parchi cittadini nel rispetto dei criteri di sostenibilità ambientale.

Il ricorso di una società

A spuntarla nell’iter valutativo era stata la Colombo Giardini, ma la seconda classificata, la Santamaria, aveva deciso di impugnare gli atti e i verbali di gara chiedendone l’annullamento d’urgenza e la sospensione dell’efficacia. Al centro del ricorso vi era, tra le varie contestazioni, il punteggio tecnico assegnato alla prima classificata e, in particolare, i requisiti legati alla «dotazione di mezzi ad elevata sostenibilità ambientale», ossia i veicoli elettrici dichiarati in offerta. Secondo la ditta ricorrente, la vincitrice non avrebbe dimostrato il possesso dei requisiti richiesti dal disciplinare. Di diverso avviso sono stati, però, i giudici amministrativi milanesi. Nell’ordinanza cautelare depositata a fine ottobre, il collegio giudicante ha chiarito che il riferimento alla flotta elettrica contenuto nel bando assume il valore di «requisito di esecuzione» e non di semplice partecipazione.

Di conseguenza, l’impresa aggiudicataria non era tenuta a dimostrarne la disponibilità materiale di «mezzi green» già al momento della presentazione del plico. Sulla scorta di queste premesse, il Tar ha giudicato le esigenze della ditta ricorrente recessive rispetto al prevalente interesse pubblico del Comune di Vimodrone di avviare il servizio.

Il primo round al Comune

Respinta la richiesta di blocco d’urgenza, l’Amministrazione comunale ha così potuto muovere i passi decisivi: con una determina del Settore Affari legali e contratti, il Municipio ha avviato le procedure amministrative, fiscali e contabili per la stipula ufficiale del contratto in modalità elettronica. La partita giudiziaria, tuttavia, non è ancora definitivamente chiusa. Il Tribunale si è riservato ogni ulteriore approfondimento nel merito delle censure sollevate sia dal ricorso principale che da quello incidentale della vincitrice, fissando l’udienza pubblica di discussione per il 13 gennaio 2027.

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