Agevolazioni stranieri: non c’è solo Lodi, diffide a vari Comuni lombardi

Diversi i Comuni lombardi che hanno ricevuto una diffida: ecco la lista completa.

Agevolazioni stranieri: non c’è solo Lodi, diffide a vari Comuni lombardi
02 Novembre 2018 ore 11:33

Agevolazioni stranieri: il “modello lodigiano” della Giunta leghista guidata dal sindaco Casanova non è l’unico caso in Lombardia che ha catalizzato polemiche e diffide.

Agevolazioni stranieri

In principio fu Lodi, salvo poi scoprire che la cittadina della Bassa non è l’unica che ha scelto di concedere le prestazioni sociali agevolate ai cittadini stranieri soltanto in presenza di documentazione aggiuntiva che certifichi che i richiedenti non abbiano altri beni nella patria di origine. Il problema emerso è che molti stranieri faticano a procurarsi quella documentazione in quanto, spesso, negli Stati dai quali provengono non esistono catasti informatizzati, né c’è modo di produrre quel genere di attestazioni. La politica nazionale e locale si è scatenata, anche Amnesty International è intervenuta diffidando la Giunta leghista, senza contare i programmi televisivi come Striscia la Notizia, che hanno chiesto conto al primo cittadino di Lodi della situazione.

Non solo Lodi

Allargando lo sguardo, però, si scopre che Lodi non è l’unico Comune lombardo che ha scelto questa via. A fare chiarezza, soprattutto legale, sulla vicenda è intervenuta Asgi (Associazione studi giuridici sull’immigrazione) – formata da un gruppo di avvocati, giuristi e studiosi, che ha, nel tempo, contribuito con suoi documenti all’elaborazione dei testi normativi statali e comunitari in materia di immigrazione, asilo e cittadinanza, promuovendo nel dibattito politico-parlamentare e nell’operato dei pubblici poteri la tutela dei diritti nei confronti degli stranieri. A finire nel mirino dell’associazione, che sta raccogliendo le segnalazioni di cittadini e avvocati di altri enti locali che stanno adottando il “modello lodigiano”, c’è anche il Comune di Vigevano, posto sotto l’egida del sindaco leghista Andrea Sala. Nelle nostre zone, invece, a Brugherio la Lega aveva chiesto al sindaco di approvare provvedimenti simili.

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I Comuni “diffidati”

Asgi ha provveduto, come per i vicini di casa lodigiani, a inivare una diffida all’indirizzo del Comune di Vigevano. Missiva il cui oggetto verte sulla “Deliberazione n. 51 del 13.3.2015 illegittimo trattamento differenziato per i cittadini extra UE.”  Ecco quali sono gli altri Comuni o consorzi a cui il servizio antidiscriminazione ha inviato una diffida:
ASSEMI (azienda sociale sud est Milano);
San Giuliano Milanese (facente parte del Consorzio ASSEMI), Milano;
Melegnano (facente parte del Consorzio ASSEMI), Milano.
Vigevano, Pavia;
Lentate sul Seveso, Monza Brianza;
– Castelcovati (diffida in via di preparazione, non ancora inviata), Brescia.

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Risulta inoltre una causa pendente, oltre che contro il Comune di Lodi, contro il Comune di Palazzago (BG); in quest’ultimo caso il ricorso è partito da una singola ricorrente difesa dall’avv. Guariso di ASGI.
Il Giornale dei Navigli segnala, inoltre, un accadimento simile avvenuto a Corsico: un paio di anni fa aveva fatto discutere la scelta del sindaco di centro destra Filippo Errante di vietare la mensa ai figli dei morosi. In sostanza, il diktat del primo cittadino era: chi non paga, non mangia. Allo stesso modo, i bambini dovevano portarsi da casa un panino e consumarlo a mensa mentre i compagni pranzavano con il piatto caldo. Una decisione che ha sollevato aspre polemiche e contestazioni, in particolare dai genitori e dalle maestre che avevano invitato il sindaco a pranzare coi bambini per capire cosa significava discriminare gli alunni che pagavano le colpe dei genitori morosi.

Non solo Lombardia

Anche il Veneto, governato dal leghista Zaia, sta facendo discutere a causa di un provvedimento similare. Per ottenere il contributo regionale sull’acquisto di testi scolastici, gli alunni stranieri devono presentare, oltre alla certificazione Isee, un certificato sul possesso di immobili o percezione di redditi all’estero rilasciato dalle autorità del Paese di provenienza. Si ripresentano le medesime criticità circa la difficoltà di reperire la documentazione negli Stati di origine e il girone delle polemiche: di stampo politico e ideologico, anche in questo caso ricalca quanto già visto, e detto, sul “caso Lodi”.

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