Cronaca

Accusato di terrorismo torna in cella l'egiziano di Cassano d'Adda

Secondo i magistrati Antar era un punto di riferimento per i «fratelli» di fede e, stando a casa, avrebbe potuto riprendere tale ruolo.

Accusato di terrorismo torna in cella l'egiziano di Cassano d'Adda
Cronaca Cassanese, 24 Novembre 2018 ore 17:20

Torna in cella Antar Hossameldin, l'egiziano di 37 anni residente a Cassano d'Adda, accusato di terrorismo.

jihadista

Accusato di terrorismo

Nell'ottobre 2016 era finito dietro le sbarre in un carcere di massima sicurezza, per scontare una scontare una condanna a 3 anni e 8 mesi. In Appello, successivamente, il capo di imputazione era diventato "apologia di terrorismo". Non un coinvolgimento diretto, dunque. A luglio l'uomo era potuto così tornare a casa a Cassano.

Cassazione

Ora il nuovo colpo di scena. Dopo un ricorso del Pm, ad agosto si è pronunciato il Tribunale del Riesame di Genova (dove si è svolto il processo). Secondo i magistrati Antar era un punto di riferimento per i «fratelli» di fede e, stando a casa, avrebbe potuto riprendere tale ruolo. La difesa si era contro-appellata alla Suprema corte e ora è arrivata la sentenza.

Gruppo islamista

Secondo l'accusa Antar faceva parte di un gruppo che operava tra la Liguria e la Lombardia, aveva contatti con gli ambienti dell’Isis in Siria e con altre cellule terroristiche operanti in varie zone d’Europa. Il gruppo, oltre ad aver diffuso materiale di propaganda jihadista, reclutava fisicamente potenziali terroristi.

Gli arresti

Per questo, oltre ad Antar, erano stati arrestati e poi condannati il fratello Abdelhakim Hossameldin, 44enne egiziano che abitava anch'egli a Cassano, dove viveva con la moglie e quattro figli minorenni, e l’algerino Tarek Sakher, 45 anni, con residenza a Tradate, nel Varesotto. Antar a cassano ha gestito una pizzeria in via Quintino Di Vona, prima di trasferirsi per un certo periodo a Finale Ligure,

L'organizzazione

Sempre secondo l'accusa le operazioni di reclutamento erano affidate ad Abdelhakim, mentre il «capo» della micro-cellula era Sakher, in contatto (secondo quanto accertato dai carabinieri del Ros) con gruppi europei e, come riferito in un messaggio intercettato dagli inquirenti, «pronto a farsi esplodere». Più marginale, invece, il ruolo di Antar.

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