a processo

Accusato di estorsione si difende: "Era solo un recupero crediti"

Aveva obbligato un imprenditore 52enne di Vimodrone a consegnarli 6mila euro in contanti più la sua auto

Accusato di estorsione si difende: "Era solo un recupero crediti"
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Una coppia accusata di estorsione per aver costretto un 52enne di Vimodrone a consegnare loro, sotto minaccia, 6.000 euro in contanti e in seguito a cedere addirittura la sua automobile obbligandolo a versare persino 590 euro per il passaggio di proprietà. Ieri il processo al Tribunale di Monza con gli imputati che si sono difesi sostenendo che si trattava di un recupero crediti.

L'antefatto: l'estorsione a novembre 2023

Nel novembre 2023 i Carabinieri della Stazione di Vimodrone arrestarono un 26enne di Vimodrone con l'accusa di estorsione. Le indagini dei militari, a seguito della denuncia da parte della vittima, avevano fatto emergere  che durante il mese di ottobre 2023, l'imputato si era presentato presso l’abitazione di un imprenditore 52enne, anch'egli di Vimodrone.

Da lì le minacce ai danni dell'uomo  "colpevole" di essersi rifiutato di assumere quale collaboratrice domestica la compagna del 26enne. Così questi lo avrebbe costretto a consegnargli, sotto minaccia, 6.000 euro in contanti e in seguito a cedergli addirittura la sua automobile obbligandolo a versare persino 590 euro per il passaggio di proprietà.

La prima udienza: la difesa

L'imputato è stato ascoltato ieri, martedì 1 aprile 2025, presso il Tribunale di Monza in occasione  della prima udienza, ha dato la sua versione dei fatti spiegando che non si era trattato di un'estorsione ma di un recupero crediti. Il 26enne, infatti, ha raccontato che la vittima aveva chiesto più volte in prestito piccole somme, da 300 a 500 euro, per pagare le cure dalla madre, sino ad arrivare fino a 10mila euro.

Quando si è presentato per chiedere indietro il denaro prestato, ha trovato l'opposizione così lo ha "obbligato" a restituire parte del dovuto, portandolo in banca a prelevare 6mila euro. Quindi si sono recati in un'agenzia automobilistica per fare il trapasso dell'auto di proprietà della vittima e saldare così il debito.

E' stata ascoltata anche l'ex compagna del vimodronese, che era con lui quando c'è stato il primo incontro all'interno del domicilio della vittima, e che si trova già alla sbarra per un altro processo: la 23enne deve rispondere delle lesioni provocate alla rivale in amore, sfregiata con un taglierino perché non accettava la relazione con il suo ex. 
La prossima udienza è stata fissata per l'8 aprile.
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