dopo il lockdown

A Cassina i fedeli tornano alle funzioni proprio per la festa patronale

I sacerdoti: "E' stata come la prima Messa". Attesa per questa sera per la visita dell'arcivescovo Mario Delpini.

A Cassina i fedeli tornano alle funzioni proprio per la festa patronale
Martesana, 24 Maggio 2020 ore 08:48

La festa patronale di Santa Maria Ausiliatrice a Cassina de’ Pecchi coincide in questo fine settimana con il ritorno alle celebrazioni liturgiche festive in presenza dopo il lockdown. Dodici domeniche in cui i fedeli sono stati costretti a seguire le funzioni in televisione, senza potersi comunicare. Si è cominciato sabato 23 maggio 2020 alle 18, con una Messa alla quale erano particolarmente invitati i nonni. La divisione per categorie e fasce d’età è stata pensata dai sacerdoti per favorire la non creazione di assembramenti.

Prima Messa

“Mi ricorda la prima Messa che ho celebrato quattro anni fa”, ha detto don Fabio Curti, coadiutore dell’oratorio. Ad aiutare i fedeli a destreggiarsi con le nuove disposizioni per la sicurezza e il distanziamento sono stati reclutati ben 93 volontari, tra cui molti della Protezione civile, che sono impegnati per tutto il fine settimana. All’ingresso è stato creato un percorso per ordinare l’eventuale coda di persone in attesa di entrare, poi si accede prendendo del gel igienizzante nelle mani, mentre un altro volontario si occupa di contare gli accessi. In Santa Maria Ausiliatrice non si possono superare le 140 persone. Le panche all’interno possono essere occupate da due sole persone, alle due estremità. Non mancano i cartelli che lo segnalano. Prima della celebrazione il parroco don Massimo Donghi ha dato ancora qualche indicazione su come seguire la celebrazione.

La strage di Capaci

Nell’omelia ha poi ricordato la strage di Capaci, in cui persero la vita Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta, il cui anniversario cadeva proprio ieri. Ha poi richiamato alla memoria un concetto caro al giudice ucciso dalla mafia e cioè che il coraggio è imparare a convivere con la paura e non farsi condizionare da essa. Un ammonimento che Falcone rivolgeva a se stesso e alla sua lotta alla criminalità organizzata, ma che don Massimo ha declinato a una fase di ripresa della vita, con il pericolo però di un virus potenzialmente letale dietro l’angolo. “E’ stata una bella celebrazione, come se fosse la prima Messa – ha raccontato soddisfatto alla fine – Sopra le mascherine gli occhi delle persone parlavano di estrema attenzione. C’era voglia di tornare”. Ha infine rammentato l’appuntamento di questa sera alle 21 in via Matteotti, quando l’arcivescovo monsignor Mario Delpini in paese a recitare il rosario. Chi abita nelle vicinanze potrà seguirlo dalle finestre e dai balconi, gli altri in streaming sui canali della parrocchia. Non si potrà essere presenti di persona. Appena terminata la funzione, volontari in azione per la pulizia delle panche.

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