incredibile

Vince oltre 200mila euro al Superenalotto, ma si dimentica di ritirare il premio

A fine luglio la giocata fortunata In un'edicola di Cernusco sul Naviglio. Venerdì 23 ottobre è scaduto il termine di 90 giorni senza che nessuno abbia incassato il premio

Vince oltre 200mila euro al Superenalotto, ma si dimentica di ritirare il premio
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Più di duecentomila euro finiti nel vuoto. Sembra incredibile, eppure nessuno si è presentato a riscuotere la vincita ottenuta a fine luglio a Cernusco sul Naviglio grazie a un “5” al Superenalotto. È giallo su quanto accaduto all’ormai ex fortunato giocatore, che aveva fatto la sua giocata all’edicola Tre torri di via Pontida. E’ certo che se la Dea è bendata chi viene omaggiato da lei però, deve vederci bene per goderne dei vantaggi.

Venerdì 23 ottobre 2026, come raccontato dalla Gazzetta della Martesana di sabato 31 ottobre, sono scaduti i termini per incassare il “malloppo”, ma (come confermato dall’Ufficio premi di Sisal) nessuno ha esercitato il diritto presentando la schedina. E il motivo, forse, non lo si scoprirà mai, visto che l’identità del giocatore non è nota.

Un vincitore consapevole (forse)

Ciò che appare davvero strano è che, da quanto risulta, non si tratterebbe di qualcuno ignaro della fortuna che gli era capitata, né di una persona che aveva distrattamente buttato via il biglietto. Anzi: sembrava un giocatore pienamente consapevole.

Ricapitoliamo i fatti. Sabato 25 luglio un cliente è passato all’edicola Tre torri e ha acquistato una semplice schedina Quick Pick da pochi euro. Una modalità di gioco in cui non occorre compilare alcuna combinazione: è il computer del ricevitore a scegliere i numeri in modo del tutto casuale. Un modo di fare tipico di chi frequenta l’edicola per altri motivi e, per “arrotondare”, aggiunge la scheda del Superenalotto per tentare la fortuna senza perderci troppo tempo, e forse senza troppe speranze.

La combinazione vincente

Invece la combinazione si è rivelata vincente: 18, 19, 33, 34, 61, 85, J 15, SS 59. Con quei numeri il giocatore aveva centrato un “cinque”, ottenendo il diritto a riscuotere 208.092,12 euro (al netto delle tasse, il giocatore avrebbe potuto investirne circa 166mila).

Appena diffusa la notizia, i primi a festeggiare erano stati gli edicolanti, felici che il loro negozio fosse stato attraversato dalla Dea bendata. Il giocatore aveva persino telefonato loro per esprimere riconoscenza. Così avevano raccontato in quell’occasione avevano raccontato Andrea e Ilaria Colombo, che gestiscono l’edicola:

Ci ha chiamato per ringraziarci, ma ha preferito rimanere nell’anonimato. Ovviamente era strafelice e qui ne parlano già tutti

La clessidra si svuota

Sin qui tutto normale, come per qualsiasi vincita. Il problema è che per riscuotere il premio c’era un limite temporale di 90 giorni: la scadenza era venerdì 23 ottobre, come si diceva.

I giorni passavano e nessuno intascava la somma. Anche l’Ufficio premi di Sisal, avvicinandosi la scadenza, aveva pubblicato un comunicato stampa anche per avvertire l’ignoto vincitore che il tempo stava per esaurirsi. Un richiamo caduto nel vuoto: il termine è trascorso e la vincita è andata “perduta”.

In realtà, il premio torna all’Erario dello Stato.

Il precedente di Bari

Non è la prima volta che avviene un fatto simile, per quanto incredibile. A maggio, a Bari, era accaduta la stessa cosa: un giocatore aveva centrato il “5+1” al Superenalotto vincendo quasi 600mila euro con una schedina da soli 2 euro, e non li aveva mai ritirati. Ma se allora si era ipotizzato che il giocatore fosse ignaro del regalo della Dea bendata, il caso di Cernusco è ancora più misterioso, visto che il vincitore sembra avere avuto la consapevolezza della vincita.

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