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Vimodrone non è più un paese: è una città

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il decreto con cui è stato conferito il titolo onorifico

Vimodrone non è più un paese: è una città

L’idea di chiedere il riconoscimento del titolo di città è nata un anno fa dal sindaco Dario Veneroni. Da allora il personale del Comune di Vimodrone si è mosso per avanzare la richiesta, soddisfatta in pieno.

La città di Vimodrone

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sentito il parere del Ministro dell’Interno, ha firmato il decreto con cui è stato conferito al Comune il titolo onorifico di città, ai sensi dell’articolo 18 del Testo unico degli enti locali.

Il provvedimento, adottato lo scorso 8 luglio, è stato formalmente comunicato all’Amministrazione comunale soltanto nella giornata di ieri, 14 luglio 2026.

Questo importante conferimento giunge al termine di un rigoroso percorso istruttorio avviato dai nostri uffici nei mesi scorsi, che ha consentito di verificare e attestare il possesso di tutti i requisiti previsti dalla normativa vigente. Un iter amministrativo nato da una precisa volontà politica, formalizzata attraverso un’apposita deliberazione del Consiglio Comunale

hanno spiegato gli amministratori.

Il titolo di città non è semplicemente un riconoscimento formale, ma un attestato istituzionale che valorizza l’identità, la storia, la cultura, lo spirito operoso e il ruolo economico e sociale della nostra comunità. Questo titolo appartiene a ciascun cittadino di Vimodrone, alla nostra memoria storica e al nostro futuro. Per tutti noi, deve rappresentare un ulteriore stimolo a proseguire nel percorso di crescita e miglioramento di Vimodrone, del suo territorio, della sua coesione sociale, delle sue grandi potenzialità

ha aggiunto il sindaco Veneroni.

Come si legge nel decreto, il conferimento del titolo onorifico di “città” al Comune di Vimodrone è motivato dalla presenza di significativi elementi di valore storico, culturale, artistico, economico e sociale che ne hanno caratterizzato l’evoluzione nel tempo: tutti elementi che l’Amministrazione Comunale aveva dettagliatamente descritto al Ministero dell’Interno, secondo l’iter previsto dalla normativa per la richiesta del titolo.

Vimodrone vanta origini antiche, risalenti all’epoca romana, e una storia documentata già dal X secolo, con successive attestazioni che ne riconoscono l’esistenza come comunità organizzata e autonoma. Il territorio, inoltre, ha consolidato la propria identità attraverso il legame con la dinastia dei Visconti di Modrone, una delle casate più illustri della storia italiana.

Il riconoscimento tiene conto anche della ricchezza del patrimonio artistico e architettonico locale, che comprende testimonianze di grande pregio come la chiesa di Santa Maria Nova, con affreschi attribuiti alla scuola di importanti maestri lombardi, le ville settecentesche Cazzaniga e Torri, la chiesa medievale di San Remigio e altri luoghi di interesse storico e culturale. A questo patrimonio si affianca una moderna vocazione alla valorizzazione dell’arte pubblica e della rigenerazione urbana.

Nel corso del Novecento Vimodrone ha saputo trasformarsi da realtà agricola, storicamente legata al Naviglio della Martesana, in un centro urbano dinamico e innovativo, inserito nel cuore della Lombardia e strettamente connesso alla realtà metropolitana milanese.

La crescita economica e demografica ha portato alla presenza di importanti aziende e attività del terziario avanzato, accompagnata da una pianificazione territoriale attenta e dalla realizzazione di infrastrutture e servizi qualificati. La presenza della metropolitana, lo sviluppo di nuovi quartieri e l’offerta di servizi nei settori del welfare, della cultura e dello sport hanno infine contribuito a rendere Vimodrone una comunità moderna, efficiente e caratterizzata da una elevata qualità della vita

hanno sottolineato dal Comune.

Questo importante conferimento riconosce in sintesi il ruolo e il prestigio raggiunti da Vimodrone, quale realtà capace di unire memoria storica, patrimonio culturale, innovazione urbana e una funzione significativa nel sistema metropolitano milanese

ha concluso il sindaco.