Una serie di voci circolate nelle ultime settimane aveva acceso interrogativi e alimentato dubbi sul destino delle tre villette a schiera di via Viotti a Liscate. Durante l’ultima seduta del Consiglio comunale, però, dall’aula è arrivata una risposta chiara destinata a fare chiarezza sul futuro dell’area.
L’interpellanza della minoranza e i dubbi sul destino dell’area
A portare la questione all’attenzione dell’assemblea è stato il gruppo di minoranza Progetto Liscate attraverso un’interpellanza presentata dalla capogruppo Sabrina Conca. Al centro della richiesta di chiarimenti, alcune indiscrezioni che ipotizzavano una trasformazione della zona per aumentare gli stalli a servizio della Casa di comunità. Uno scenario che, secondo le voci circolate, avrebbe comportato l’abbattimento degli edifici esistenti e una completa riorganizzazione dello spazio. La minoranza ha quindi chiesto di conoscere l’eventuale esistenza di un progetto concreto, gli eventuali costi previsti e i soggetti coinvolti.
Dalla sosta all’housing sociale: la risposta dell’Amministrazione
La replica è stata affidata all’assessore ai Lavori pubblici Marta Cagni, che ha escluso in modo netto qualsiasi ipotesi di destinare quell’area a nuovi parcheggi. «La risposta è no», ha dichiarato, spiegando come l’obiettivo sia completamente diverso. L’Amministrazione sta infatti lavorando alla partecipazione a un bando insieme alla Fondazione Somaschi per realizzare un progetto di housing sociale dedicato all’accoglienza temporanea di persone e famiglie in situazione di fragilità.
L’intervento prevede la riqualificazione dell’area con la creazione di quattro alloggi, capaci di ospitare fino a dieci beneficiari, attraverso un modello che combina spazi privati e ambienti condivisi. Nel corso della risposta è stato affrontato anche il tema della disponibilità di posti auto, spesso oggetto di discussione pubblica. L’assessore ha ricordato la presenza di diverse aree di sosta nelle vicinanze del centro.
Dalle voci ai fatti: l’invito a verificare le fonti ufficiali
Infine, un richiamo alla necessità di distinguere tra voci e atti ufficiali: le decisioni dell’Ente, è stato ribadito, prendono forma solo attraverso documenti pubblici e consultabili, strumenti fondamentali per garantire trasparenza e una partecipazione consapevole.
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