sperimentazione

Vietato il passaggio a diversi cassanesi in via Veneto, proseguono le polemiche

Un videomessaggio del sindaco risponde alle critiche e alle richieste di molti

Vietato il passaggio a diversi cassanesi in via Veneto, proseguono le polemiche

Torna a far discutere l’ordinanza di via Veneto a Cassano d’Adda che vieta il passaggio dalle 17 alle 19 nei giorni feriali a chi non abita nelle vie indicate nel documento (e altre categorie).

Critiche e risposte

Cassano etica ecologista ha chiesto un ripensamento all’Amministrazione affinché sia consentito il transito a tutti i cassanesi e a chi entra in città per motivi legittimi, economici o di servizio. Per rispondere al gruppo e a quanti hanno contestato il provvedimento, giovedì sera il sindaco Fabio Colombo ha diffuso un nuovo videomessaggio.

La normativa vigente non consente di estendere le autorizzazioni a tutti i residenti di Cassano. Impone di limitarle esclusivamente a chi risiede nelle strade direttamente interessate dalla regolamentazione. Non si tratta, dunque, di una scelta discrezionale o politica. Prima di assumere questa decisione abbiamo effettuato tutte le verifiche necessarie consultando esperti nazionali del Codice della strada e dirigenti del ministero dei Trasporti e approfondendo la giurisprudenza amministrativa. Anche il Consiglio di Stato, pronunciandosi su un caso analogo, ha ribadito che è illegittimo concedere esenzioni a tutti i residenti della città, poiché un’estensione troppo ampia finirebbe per compromettere gli obiettivi stessi della limitazione

ha spiegato.

Colombo ha anche sottolineato come l’utilizzo delle telecamere sia possibile solo in presenza di una Ztl autorizzata dal ministero e che, anche in quel caso, le agevolazioni sarebbero comunque limitate ai residenti della zona interessata e non estese a tutti i cassanesi.

Abbiamo tutti voluto la tangenziale e oggi dobbiamo fare in modo che venga utilizzata. La sperimentazione non è ancora partita. Dopo alcune settimane dall’avvio effettueremo una verifica e ci confronteremo per valutare se e come migliorare ulteriormente la situazione. Mi rammarica che ci siano strumentalizzazioni e che siano diffuse informazioni non corrispondenti al vero

ha aggiunto il sindaco.

Il punto di vista di Cassano etica ecologista

“L’ordinanza che colpisce chi vive la città, non chi la attraversa”, secondo i rappresentanti del gruppo.

Nasce da un’esigenza reale e largamente condivisa: ridurre il traffico parassita che attraversa Cassano d’Adda nelle ore serali, senza fermarsi, senza vivere la città, senza usate la tangenziale. Proprio per questo, però, le scelte vanno valutate non solo per le intenzioni, ma per gli effetti concreti che producono sulla città. E  l’effetto dell’ordinanza, così come è stata impostata, rischia di colpire chi vive Cassano ogni giorno, spostando il traffico sulle vie interne. Da qui nasce la necessità di un confronto politico vero, che non metta in discussione l’obiettivo, ma il modo in cui si è scelto di perseguirlo

hanno proseguito i membri del gruppo.

Cassano etica ecologista ha poi puntato ‘attenzione sul traffico parassita:

Per affrontare correttamente il problema, occorre partire da una definizione chiara. Il traffico parassita che si vuole eliminare è quello di puro attraversamento, composto da veicoli che utilizzano Cassano come scorciatoia, transitando lungo via Vittorio Veneto senza alcuna relazione con la città, anziché utilizzare la tangenziale. Non può invece essere considerato traffico parassita quello dei residenti di Cassano, che si spostano quotidianamente per esigenze personali e familiari, il traffico di chi entra in città per fermarsi, fare acquisti, usufruire di servizi, lavorare e quello legato alle attività economiche e commerciali, che costituisce una componente essenziale della vitalità urbana. Se si assume questa distinzione come punto di partenza, appare evidente che l’ordinanza avrebbe dovuto essere costruita per colpire selettivamente il traffico di attraversamento, non per scoraggiare in modo generalizzato l’accesso alla città.

I rappresentanti del gruppo hanno ipotizzato scenari futuri:

Così come è formulata, la misura rischia invece di produrre effetti opposti rispetto all’obiettivo dichiarato.
Per quanto riguarda i cittadini cassanesi, che continueranno legittimamente a muoversi all’interno della città, il divieto su via Vittorio Veneto comporterà un dirottamento del traffico sulle altre vie, con il rischio concreto di aggravare la congestione anziché ridurla. Il problema, in questo modo, non viene risolto, ma semplicemente spostato.
Per quanto riguarda i non residenti, la situazione non è meno problematica.Chi entra a Cassano non per attraversarla, ma per viverla, si trova di fronte a un sistema di limitazioni complesso e poco leggibile. Una parte continuerà comunque a entrare, riversandosi su percorsi alternativi; un’altra parte potrebbe scegliere di rinunciare a venire in città, con effetti negativi sulle attività commerciali e sulla vitalità del centro.

E’ stata aggiunta un’altra riflessione:

Nel comunicato del sindaco si insiste sul carattere sperimentale dell’ordinanza e sulla sua piena legittimità. Nessuno mette in discussione la legittimità formale del provvedimento.
Il punto è un altro: questa scelta è efficace? È proporzionata? È coerente con l’obiettivo dichiarato?
Quando una misura colpisce indistintamente residenti, city-users e frequentatori del centro, senza distinguere chi attraversa la città da chi la vive quotidianamente, non siamo di fronte a una soluzione pragmatica, ma a un’impostazione astratta, che semplifica un problema complesso invece di affrontarlo nella sua realtà.
La mobilità urbana è fatta di equilibri, flussi, comportamenti concreti. Governarla richiede strumenti mirati, non interventi generalizzati che rischiano di produrre più effetti collaterali che benefici.

Infine, è stata avanzata una proposta:

Una strada alternativa, più semplice e più coerente, esiste ed è sotto gli occhi di tutti: consentire il transito a tutti i residenti di Cassano d’Adda, senza distinzioni arbitrarie legate alle singole vie, garantire l’accesso a chi entra in città per motivi legittimi, economici o di servizio e concentrare l’intervento esclusivamente sul vero traffico parassita di attraversamento, incentivando in modo chiaro l’utilizzo della tangenziale. Questo sarebbe un approccio capace di coniugare l’obiettivo di riduzione del traffico con la tutela della vita urbana, senza penalizzare inutilmente cittadini e attività.
Rivedere un’ordinanza non significa ammettere un errore, ma dimostrare capacità di ascolto e senso della realtà.
La sperimentazione ha senso solo se accompagnata dalla disponibilità a correggere le scelte alla luce degli effetti concreti. Per questo chiediamo di superare una difesa rigida dell’attuale impostazione e di aprire un confronto vero, orientato non a confermare una scelta astratta, ma a risolvere davvero il problema del traffico parassita, nell’interesse della città e di chi la vive ogni giorno.

Il comunicato del sindaco

Il sindaco Fabio Colombo ha voluto offrire alcuni chiarimenti.

Comprendo che il tema possa suscitare preoccupazioni. È naturale quando si interviene su questioni che incidono sulla vita quotidiana delle persone. Proprio per questo voglio ribadire che questa decisione non è stata improvvisata. È stata richiesta a gran voce da tutte le forze politiche, di maggioranza e di minoranza, da partiti e liste civiche, compresi quelle che oggi propongono soluzioni alternative, prendono le distanze o creano confusione. C’è però un punto fondamentale che ho il dovere di spiegare con chiarezza: la normativa vigente non consente di estendere le autorizzazioni a tutti i residenti di Cassano. Impone di limitarle esclusivamente a chi risiede nelle strade direttamente interessate dalla regolamentazione.

Il primo cittadino ha ribadito il concetto:

Non si tratta, dunque, di una scelta discrezionale o politica. Prima di assumere questa decisione abbiamo effettuato tutte le verifiche necessarie: abbiamo consultato esperti nazionali del Codice della Strada, Dirigenti del Ministero dei Trasporti e approfondito la giurisprudenza amministrativa. Anche il Consiglio di Stato, pronunciandosi su un caso analogo, ha ribadito che è illegittimo concedere esenzioni a tutti i residenti della città, poiché un’estensione troppo ampia finirebbe per compromettere gli obiettivi stessi della limitazione. Il confronto, da parte nostra, è sempre aperto. Ma deve essere un confronto fondato sulle norme e su elementi concreti, non su interpretazioni arbitrarie o su proposte estemporanee o fantasiose, che pur animate da buone intenzioni, non risultano applicabili.

Il sindaco ha poi aperto una breve parentesi:

La tangenziale e la sua manutenzione, comprese le buche, sono di competenza della Città Metropolitana, che abbiamo più volte sollecitato affinché intervenga. Per quanto riguarda invece le strade di nostra competenza, oltra a quelle sulle quali siamo intervenuti nei giorni scorsi, le altre saranno sistemante appena le condizioni climatiche lo premetteranno.

Infine, non è mancata una stoccata a chi critica:

Desidero ribadire che si tratta di una sperimentazione, non ancora partita. Dopo alcune settimane dall’avvio effettueremo una verifica e ci confronteremo per valutare se e come migliorare ulteriormente la situazione. Quando l’obiettivo è il bene della comunità, ogni scelta può essere perfezionata. Desidero esprimere il mio sincero rammarico per il fatto che questa situazione venga strumentalizzata e che vengano diffuse informazioni non corrispondenti al vero, soprattutto da chi, per ruolo e responsabilità, dovrebbe conoscere a fondo norme e regolamenti. Il nostro impegno resta uno solo: tutelare l’interesse generale della città, la salute e la sicurezza di tutti, nel rispetto delle regole e con senso di responsabilità. Ascoltando tutti, ma assumendoci con serietà la responsabilità delle decisioni.