Il Consiglio comunale di martedì sera ha approvato all’unanimità la mozione presentata dalle opposizioni di Cassano d’Adda con un emendamento. Tra dieci giorni il responso sull’ordinanza di via Veneto.
Via Veneto, 10 giorni per valutare modifiche
Una proposta, la discussione, un emendamento, la sospensione del Consiglio e infine una decisione presa all’unanimità: convocare una commissione congiunta entro 15 giorni, per analizzare nel merito l’ordinanza viabilistica di via Vittorio Veneto, valutare l’andamento della sperimentazione e verificare eventuali soluzioni alternative.
La seduta di martedì sera del parlamentino è stata bizzarra in alcuni momenti dal punto di vista procedurale e carica di tensione durante il confronto sul documento firmato dai consiglieri Roberto Maviglia (Cassano etica ecologista), Elena Bornaghi (Cassano obiettivo comune), Stefano Pasciuti (Gruppo misto), Vittorio Caglio, Marina Coppo e Arianna Moreschi (Partito democratico), che chiedeva una verifica tecnico-giuridica sulla sperimentazione della nuova disciplina viabilistica in via Vittorio Veneto, con l’obiettivo di ridurre il traffico di attraversamento senza penalizzare residenti e attività economiche (al momento in un tratto possono circolare solo alcuni residenti dalle 17 alle 19 da lunedì a venerdì).
La mozione nasce dal fatto che così non si combatte il traffico parassita, che dev’essere dirottato sulla tangenziale, ma quello interno dei cittadini e di chi si dirige verso le attività commerciali. Molti pronunciamenti giurisprudenziali affermano che è il Comune a decidere sul proprio territorio, rispettando i principi di ragionevolezza, proporzionalità e non discriminazione. Il documento suggerisce di avviare approfondimenti per modificare l’impostazione dell’ordinanza, estendere il transito a tutti i residenti in città e garantire gli accessi a chi si passa per lavoro, commercio e servizi
ha spiegato Maviglia.
Un emendamento presentato da Pinuccia Lo Palo, Martin Gjoni e Francesco Testa della maggioranza chiedeva la riduzione del tempo di sperimentazione dal 30 settembre al 31 maggio. Documento subito contestato: “Non è collegato alla mozione, ne è una riscrittura totale”, ha replicato Maviglia. Gli ha fatto eco Moreschi:
E’ un tentativo di tenere insieme i pezzi della maggioranza portando la minoranza a compiere un passo falso. Potevate confrontarvi prima, presentare una vostra mozione e bocciare la nostra. E’ un giochino politico e dal punto di vista tecnico non è recepibile
ha detto.
Io e il sindaco Fabio Colombo proponiamo di ritirare entrambi i documenti e presentarne uno congiunto a breve
ha detto il presidente del Consiglio Giovanni Albano.
Il primo cittadino ha ribadito che sono stati effettuati tutti i controlli necessari prima di pubblicare l’ordinanza:
Non siamo dei Tafazzi che pensano di darsi bastonate sui genitali inibendo il passaggio ai cassanesi, l’argomento è stato approfondito.
Non sono mancate urla e accuse reciproche, in particolare tra Colombo e Maviglia in riferimento anche a scelte della passata Amministrazione (guidata proprio dal capogruppo di Cassano etica ecologista).
La minoranza ha proposto di sospendere i lavori e ha successivamente riformulato la mozione, inserendo l’impegno per i presidenti delle commissioni competenti di convocare una riunione congiunta entro 15 giorni dalla seduta per analizzare, nel merito, se necessario con il coinvolgimento degli uffici comunali, l’ordinanza, valutare l’andamento della sperimentazione e verificare eventuali soluzioni alternative.
Moreschi: “Dalle risposte all’interpellanza emerge che non c’è stata una fase preliminare di studio supportata da dati”
Prima della tanto discussa mozione Arianna Moreschi del Partito democratico ha illustrato l’interpellanza (sottoscritta da Pd, Cassano etica ecologista e Cassano obiettivo comune) sulla sperimentazione viabilistica in via Veneto, che chiedeva, tra le altre cose, quali rilievi preventivi fossero stati effettuati sui flussi di traffico e se l’Amministrazione intenda chiedere un approfondimento tecnico giuridico per rivedere l’ordinanza consentendo l’accesso a tutti i cassanesi, ai lavoratori e ai fruitori di servizi.
Il sindaco Fabio Colombo ha spiegato che i rilievi sono stati effettuati con il sistema conta targhe e una nuova applicazione installata sulle telecamere di via Veneto già in uso per il rilevamento delle infrazioni semaforiche.
C’è già stata una diminuzione del traffico dei non residenti. Non ci risultano criticità o incidenti nelle vie limitrofe e la qualità dell’aria è proporzionale al numero di transiti in uscita e in entrata sul territorio
ha detto.
Colombo ha poi ribadito che il tratto interessato è molto ridotto, che ci sono percorsi alternativi e aree di sosta quali il parcheggio Don Carlo Valli e quello interrato di via Dante che permettono di raggiungere gli esercizi commerciali.
Il consulente del Piano urbano del traffico aveva consigliato un anno di sperimentazione per avere una visione completa, ma noi abbiamo pensato di ridurre il periodo a otto mesi. Per decidere non abbiamo interpellato Chat Gpt o stregoni, ma soggetti che redigono il Codice della strada. Si può interloquire anche con il ministero dei Trasporti, e probabilmente lo faremo, per avere una validazione. Per quanto riguarda il confronto, non ho mai ricevuto la richiesta di essere consultato da parte dei commercianti
ha proseguito.
Moreschi si è detta insoddisfatta:
Dalle risposte è evidente che non c’è stata una fase preliminare di studio supportata da dati, che saranno considerati da adesso in poi. Le vie interne, come il canale che va verso viale Europa, sono congestionate dal traffico. Non sono i negozianti a dover chiedere al sindaco, è lui che deve interpellarli per avere le loro osservazioni prima di un provvedimento che ha una caduta così impattante sul territorio
ha commentato.