La Giunta regionale lombarda, su proposta dell’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, ha autorizzato il prelievo in deroga della specie Ibis sacro nella stagione venatoria 2026/2027. Tradotto significa caccia aperta al volatile che, negli ultimi anni, è diventato un incubo per contadini e cittadini. Chiedere per credere ai residenti di Pessano con Bornago, che per mesi hanno lottato contro l’infestazione di questo animale.
Caccia aperta all’ibis sacro
Siamo di fronte a una specie particolarmente dannosa non soltanto per l’agricoltura, ma anche per gli ecosistemi territoriali – spiega l’assessore Alessandro Beduschi – ed è necessario intervenire per prevenire eventi dannosi alle colture, alla pesca, alle acque e per la protezione della flora e della fauna, autorizzando il controllo attraverso il prelievo venatorio da parte dei cacciatori autorizzati.
L’Ibis sacro, il cui nome scientifico è Threskiornis Aethiopicus, è incluso nell’elenco delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale e non richiede, per questo, una gestione finalizzata alla sua conservazione.
La delibera della Giunta regionale prevede quindi che il prelievo dell’Ibis sacro possa essere effettuato nel periodo compreso tra il 15 novembre 2026 e il 31 gennaio 2027 in tutti gli Atc (Ambiti territoriali di caccia) e negli istituti venatori privati della regione da parte dei cacciatori residenti in Lombardia espressamente autorizzati. Ogni cacciatore dovrà annotare i capi prelevati, non più di 30 per giornata di caccia, sul tesserino venatorio. Il prelievo potrà essere effettuato nelle forme da appostamento fisso, appostamento temporaneo e alla posta.
Una specie che ha infestato l’Adda Martesana
La presenza dell’ibis sacro è ormai una normalità anche per il territorio dell’Adda Martesana, con un gran numero di esemplari segnalati nei nostri campi, ma non solo. Basti pensare al caso di Pessano con Bornago dove l’Amministrazione ha dovuto “lottare” contro l’infestazione di questi volatili che avevano deciso di fare casa nel centro del paese. Guano, cattivi odori e rumori fastidiosi sono stati solo alcuni dei motivi che hanno fatto propendere il Comune per mettere in campo strumenti per risolvere il problema. Ai tempi, non potendo cacciare questa tipologia di animale, si era scelto di allontanarli utilizzando dei richiami sonori, versi di predatori naturali dell’ibis che sono serviti per spaventare la colonia.