SALUTE

Via libera a Bussero al maxiprogetto per la potabilizzazione delle acque

Dopo l’allarme Tfa in Martesana, la Giunta approva l’impianto di Cap Holding per una rete idrica all'avanguardia

Via libera a Bussero al maxiprogetto per la potabilizzazione delle acque

Nessun allarmismo per la salute, ma tolleranza zero sulla qualità della risorsa idrica. Dopo la vasta operazione di trasparenza avviata dai dieci Comuni dell’hinterland milanese, tra cui la stessa Bussero, Gorgonzola, Melzo, Cassina de’ Pecchi e Pessano con Bornago, il territorio della Martesana passa ufficialmente dalla fase dei monitoraggi a quella dei fatti.

Tra nelle acque della Martesana

Nei mesi scorsi, le analisi condotte sui pozzi di zona avevano riscontrato la presenza eccezionale di acido trifluoroacetico, una sostanza chimica appartenente alla famiglia dei Pfas. Sebbene le autorità sanitarie di Ats e i gestori del servizio idrico abbiano subito rassicurato la cittadinanza, confermando che l’acqua del rubinetto rimane assolutamente potabile e sicura con livelli di esposizione di circa tremila volte inferiori alla soglia minima di rischio, le istituzioni locali si sono mosse per anticipare i tempi.

Le prime indagini di Arpa Lombardia hanno infatti ricondotto l’inquinamento alla presunta attività di un impianto industriale dell’area, spingendo i sindaci a presentare un esposto alla Magistratura e a chiedere garanzie immediate per il futuro.

Il progetto di potabilizzazione

A fare da apripista nella risposta tecnologica all’emergenza è il Comune di Bussero. Con la delibera firmata dal sindaco Massimo Vadori, l’Amministrazione ha approvato il progetto esecutivo presentato da Cap Holding per la realizzazione di un impianto di trattamento di ultima generazione a resine a scambio ionico.

L’opera nasce per adempiere in largo anticipo alle rigide prescrizioni introdotte dal Decreto legislativo 102 del 2025, la normativa nazionale che recepisce la direttiva europea sulle acque destinate al consumo umano. Il decreto ha fissato un limite ultra-stringente per l’acido trifluoroacetico, pari a 10 microgrammi per litro, imponendone l’obbligo di rispetto entro il 12 gennaio 2027.

Poiché i tradizionali filtri a carbone attivo non si sono dimostrati sufficienti ad abbattere del tutto sostanze così microscopiche e persistenti, Cap Holding ha optato per l’innovativa filtrazione ad alto rendimento mediante resine anioniche selettive.

Il sito dell’opera

L’intervento concentrerà le sue strutture principali nell’area di captazione situata tra via Carabinieri Caduti e viale Europa. Il piano dei lavori, della durata stimata di 45 giorni consecutivi, prevede opere civili e idrauliche di grande rilevanza. Verrà installata una batteria di tre capienti filtri cilindrici in acciaio affiancati da trappole di sicurezza per catturare ed eliminare le molecole di inquinante dall’acqua grezza. Per garantire la manutenzione e il funzionamento continuo del sistema, sarà realizzata una vasca seminterrata coperta da un telo motorizzato, destinata allo stoccaggio della salamoia necessaria per la ciclica rigenerazione in controcorrente delle resine.

Il progetto include inoltre la posa di una nuova condotta interrata in polietilene ad alta densità lungo viale Europa, per una lunghezza di circa 130 metri, fondamentale per connettere la nuova sezione filtrante all’impianto già esistente. L’area dell’impianto sarà completata dal posizionamento di un container e di un locale prefabbricato per le apparecchiature elettriche e il telecontrollo a distanza, unitamente a un manufatto dedicato ai prelievi periodici dell’Ats.

Grazie a questa imponente opera infrastrutturale, finanziata e progettata dal gestore idrico pubblico, Bussero si assicura una rete potabile all’avanguardia, capace non solo di neutralizzare la sostanza ma di garantire standard di sicurezza elevati ben oltre le scadenze fissate dalla legge.