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Verti e il conto salato per i 325 esuberi: l'azienda rischia sanzioni per un milione di euro

I partiti di Cologno Monzese hanno fatto fronte comune al fianco dei lavoratori: aperto un tavolo di trattativa in Regione. E se questo non dovesse bastare...

Verti e il conto salato per i 325 esuberi: l'azienda rischia sanzioni per un milione di euro
Attualità Martesana, 28 Febbraio 2022 ore 11:18

Verti e il conto salato per i 325 esuberi: l'azienda rischia sanzioni per un milione di euro. I partiti di Cologno Monzese hanno fatto fronte comune al fianco dei lavoratori: aperto un tavolo di trattativa in Regione. E se questo non dovesse bastare...

Verti e i 325 esuberi: la politica prova a rendere difficile la vita all'azienda

Uno spiraglio di luce in fondo al tunnel della vertenza Verti, società assicurativa con sede a Cologno, in via Volta, che a novembre aveva annunciato 325 esuberi, su un totale di 605 occupati. La politica locale, per una volta unità nel cercare di tutelare il destino dei dipendenti, è riuscita a portare la vicenda in Regione, con l’apertura di un tavolo di concertazione all’unità per le crisi aziendali. Se anche questo passaggio non si dovesse dimostrare sufficiente, ecco allora che il fascicolo finirebbe direttamente a Roma, grazie al messaggio di "sos" lanciato dai partiti colognesi e dall’Amministrazione ai ministri del Lavoro Andrea Orlando (Pd) e Giancarlo Giorgetti (Lega).

L'apertura del tavolo di concertazione in Regione

Mercoledì 23 febbraio 2022 una delegazione composta dal sindaco Angelo Rocchi, dal presidente del Consiglio comunale Gianfranca Tesauro, dal capogruppo del Pd Giovanni Cocciro (che ha lavorato a stretto contatto con il "suo" segretario dem cittadino Loredana Manzi) e dal consigliere della Lega Antonio Cirillo ha preso parte a un incontro con i vertici dell’assessorato regionale al Lavoro. I funzionari lombardi hanno preso l’impegno di contattare l’azienda, per avviare delle trattative e allertarla sulle possibili conseguenze qualora dovesse proseguire dritta per la sua strada.

Rischio sanzioni per la normativa anti-delocalizzazioni

Verti, infatti, potrebbe non aver preso in considerazione la recentissima normativa anti-delocalizzazioni approvata dal Parlamento dopo l’annuncio degli esuberi, che impedisce licenziamenti collettivi in assenza di un preciso piano industriale e prevede pesanti sanzioni. Nel caso specifico, potrebbero aggirarsi attorno a un milione di euro. Non sarà un’impresa semplice. Basti pensare che il sindaco ha cercato in più occasioni di prendere contatto telefonico con i dirigenti Verti, senza riuscirci. Le comunicazioni (quando ci sono) avvengono solo tramite mail.

"Da quello che abbiamo appreso nessun’altra azienda nel campo assicurativo ha annunciato esuberi di questa portata - ha sottolineato il primo cittadino - Forse ha voluto lanciare il sasso nello stagno, per cercare di capire quali sarebbero state le reazioni. Se dovesse andare giù a muso duro, dovrà essere cosciente delle conseguenze economiche delle sue scelte".

Il "no" dei lavoratori e il recente sciopero con corteo fino in Comune

Di sicuro la reazione dei sindacati è stata durissima, alla luce anche del recente sciopero organizzato nel cortile della compagnia e del corteo poi arrivato fin sotto le finestre di Villa Casati. I lavoratori, grati alla politica per aver fatto fronte comune, rimangono però su posizioni attendiste. Lo ha fatto capire con precisione Paolo Plona, della Fisac Cgil e della Rsa di Verti, che giovedì 24 febbraio ha preso parte alla conferenza stampa indetta in Comune a cui hanno partecipato anche altri delegati sindacali di First Cisl, Fna e Uilca.

"La riorganizzazione fa parte di un più ampio progetto internazionale, con sedi dismesse e un piano che vuole portare al dimezzamento della forza lavoro ora pari a 30mila unità - ha sottolineato - Verti ha proposto delle buone uscite o finti ricollocamenti in altre aziende del gruppo spagnolo Mapfre con dimezzamenti dell’orario di lavoro e dei salari. La mobilitazione delle istituzioni complica loro la situazione: da parte nostra non accetteremo uno smantellamento, non ci faremo buttare fuori con un pugno di mosche".

Il Pd si era subito proposto come mediatore

Da subito Cocciro aveva preallertato il deputato Pd (ed ex viceministro dell’Interno del secondo Governo Conte) Matteo Mauri, per portare la vicenda all’attenzione di Orlando. "Speriamo che la vertenza possa concludersi nel miglior modo possibile - ha sottolineato il capogruppo dem - Di sicuro l’aver fatto fronte comune a livello locale ha avuto un effetto".

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