Il ripensamento dell’Amministrazione sul bagolaro di via Isola Ponti a Cassano d’Adda è stato apprezzato da molti, ma redigere una variante costerà quasi 10mila euro. Motivo per cui qualcuno si chiede se, anziché difendere la scelta di abbatterlo, non sarebbe stato meglio pensare subito a mantenerlo dove si trova.
Assegnato l’incarico
Nel giugno 2025 la Giunta aveva approvato il progetto relativo alle opere di valorizzazione dell’ingresso del centro storico tra piazza Garibaldi e via Veneto. In una determina del settore Lavori pubblici del 3 febbraio si legge cos’è accaduto:
A seguito alle numerose proteste manifestate dai cittadini che hanno espresso un forte desiderio di mantenere il bagolaro situato nell’area oggetto dell’intervento, l’Amministrazione comunale, dopo un’attenta valutazione, ha deciso di non procedere con il suo abbattimento.
Il documento prende atto del fatto che tale decisione implica la necessità di avviare una variante progettuale in corso d’opera, che permetta di integrare l’albero nel nuovo contesto, motivo per cui è stata effettuata un’integrazione dell’incarico professionale destinato alla redazione della variante in corso d’opera del progetto esecutivo, al costo di 9.516 euro, finanziata da fondi propri attraverso l’avanzo di amministrazione ma che trova copertura all’interno del quadro economico approvato a giugno alla voce “imprevisti e arrotondamenti”.
I lavori di rigenerazione di piazza Garibaldi sud rappresentano un intervento importante, che fa parte di un progetto più ampio di riqualificazione del nostro centro urbano, già iniziato nei mesi scorsi con i lavori in piazza e in via Veneto. Un percorso che stiamo costruendo passo dopo passo, insieme, per migliorare gli spazi che viviamo ogni giorno. L’intervento prevede il rifacimento della pavimentazione del lato sud della piazza e della sede stradale nell’area interessata, e la valorizzazione e la tutela del bagolaro, un elemento identitario e simbolico del nostro spazio pubblico. Non è solo un lavoro tecnico, ma un investimento sulla qualità e sulla bellezza del cuore della nostra città
ha spiegato il sindaco Fabio Colombo.
Per consentire l’allestimento del cantiere, sarà necessario chiudere temporaneamente via Verdi al traffico fino al 16 marzo. I residenti potranno comunque accedere da via Montegrappa con senso unico alternato. Questa prima fase durerà circa un mese, il tempo necessario per organizzare l’area in piena sicurezza.
Successivamente, i lavori proseguiranno indicativamente per un paio di mesi, fino alla metà di maggio.
Faremo tutto il possibile per limitare i disagi e garantire la circolazione da e verso il ponte. E’ possibile che, in alcune fasi specifiche, come quella dell’asfaltatura si verifichino temporanee difficoltà alla viabilità: saranno comunicate con anticipo e con la massima trasparenza. Chiediamo comprensione e collaborazione. Stiamo lavorando per consegnare a tutti noi una città più bella, più sicura e più vivibile
ha proseguito il primo cittadino.
Un cantiere che si aggiunge al divieto di transito dalle 17 alle 19 in via Vittorio Veneto e che quindi, inevitabilmente, causerà disagi alla viabilità.
Dal punto di vista politico c’è chi ha sottolineato una sorta di incoerenza da parte della Giunta.
A luglio, a seguito della raccolta firme per salvare il bagolaro, l’Amministrazione aveva pubblicato sui social una replica in cui spiegava che tutte le criticità relative alla pianta, come le radici che “danneggiano qualsiasi elemento costruito nelle vicinanze e che compromettono la linea di raccolta delle acque meteoriche”, oltre a fare richiamo alla sicurezza. Mesi fa, quindi, veniva difesa con decisione la scelta di rimuoverlo, definita “necessità tecnica e progettuale, dettata da valutazioni oggettive”. A dicembre, poi, l’albero è stato graziato, cosa che sicuramente apprezziamo, annunciando appunto delle modifiche al progetto per risolvere le criticità. La domanda sporge spontanea: davvero non si poteva evitare questo “circo” e valutare da subito il mantenimento della pianta? Prevedendolo sin dall’inizio, forse, non sarebbe stato necessario spendere i soldi per la variante. E chissà alla fine quale sarà l’importo aggiuntivo per i lavori
hanno spiegato alcuni cassanesi.