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Vandali e maleducati nel parco: "Saremo costretti a chiuderlo al pubblico"

Il sindaco di Liscate ha scritto una lettera ai vandali chiedendo maggiore rispetto delle regole della civile convivenza. Altrimenti lo spazio coperto del Parco dell'Acqua sarà chiuso definitivamente.

Vandali e maleducati nel parco: "Saremo costretti a chiuderlo al pubblico"
Attualità Melzese, 22 Settembre 2022 ore 10:26

A fronte dei ripetuti atti di vandalismo, maleducazione e scarso rispetto degli altri l’Amministrazione di Liscate potrebbe essere costretta a chiudere lo spazio al coperto all’interno del Parco dell’Acqua.

Parco a rischio chiusura

«Una sconfitta per tutta la comunità», così il sindaco Lorenzo Fucci ha concluso la lettera inviata a tutti coloro che utilizzano la struttura di largo Bersaglieri. Un luogo bello, a disposizione di tutti, ma che recentemente è stato protagonista di episodi non più tollerabili. Tra sabato e lunedì gli operatori di Cem sono dovuti intervenire più volte per rimuovere i rifiuti abbandonati dai gruppi di ragazzi che la sera utilizzando i tavoli come luogo di ritrovo. Bottiglie di vetro, cartoni della pizza, bicchieri di plastica e ogni genere di immondizia lasciata alla rinfusa nonostante la presenza di cestini dell’immondizia. Per non parlare delle segnalazioni dei residenti che più volte hanno denunciato la presenza di giovani che restano nel parco sino a notte inoltrata, con la musica ad alto volume incuranti del rispetto del riposo di chi vive nella zona.

L'appello ai giovani (caduto nel vuoto)

«Abbiamo incontrato i ragazzi, abbiamo persino parlato con i genitori di alcuni di loro, ma sembra che questo non porti a nessun risultato - ha proseguito il sindaco - Con le Forze dell’ordine abbiamo intrapreso le opportune azioni per denunciare chi si rende protagonista di questi episodi. Ci appelliamo all’intelligenza dei giovani e alla sensibilità delle loro famiglie, auspicando un utilizzo responsabile del luogo. Altrimenti, l’unica soluzione sarà chiudere l’accesso al pubblico di uno spazio che era stato pensato per la collettività».

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