Una fiaccolata serale è stato l’evento conclusivo della rassegna “Parole di Pace”. Sabato 28 febbraio 2026 i rappresentanti del Tavolo della Pace di Cernusco sul Naviglio e Carugate, insieme a circa un centinaio di cittadini, hanno sfilato tra le vie del centro per chiedere la fine di tutte le guerre.
Un evento programmato da tempo che andava a concludere la rassegna “Parole di pace”, una kermesse fatta di mostre, incontri, proiezioni e iniziative iniziata a metà gennaio. Un evento che però è coinciso con il giorno dell’attacco all’Iran da parte di Stati uniti e Israele e che dunque ha sottolineato in modo ancora più pressante la sua richiesta e il suo significato.
La fiaccolata
Nel giorno in cui Usa e Israele hanno sferrato il primo attacco contro l’Iran, i partecipanti si sono ritrovati al parco Trabattoni alle 2o per ribadire il bisogno di una pace a livello mondiale. Bandiere colorate, striscioni e fiaccole hanno acceso la serata.
Dopo gli interventi delle associazioni e dell’assessora Debora Comito, un lungo e composto corteo ha attraversato piazza Gavazzi, piazza della Repubblica e ha fatto tappa in piazza Matteotti.
Riuniti in cerchio, alcuni partecipanti si sono alternati al microfono per leggere versi di poeti che hanno raccontato l’orrore della guerra e per lanciare un messaggio di pace.
L’arrivo a villa Greppi
Ad attendere i manifestanti nel porticato di Villa Greppi, le note di “Imagine” suonate chitarra e voce dal musicista cernuschese Ruggero Marazzi. La serata si è conclusa intorno ad una enorme bandiera della pace stretta tra le mani di tutti i partecipanti.
Il Tavolo della pace
Alessandro De Nando, presidente della Pro loco di Cernusco e coordinatore del Tavolo della Pace, ha commentato così la seconda edizione dal titolo “La guerra e i diritti negati” della rassegna :
Siamo cresciuti sia come numero di membri, sia come partecipazione agli eventi. Quest’anno ci siamo aperti anche ai bambini con uno spettacolo dedicato a loro. A differenza della scorsa edizione, in cui avevamo puntato sulle conferenze, quest’anno abbiamo organizzato una tavola rotonda per parlare di guerre e diritti negati in Afghanistan, Iran, Birmania e Ucraina, con passaggi ovviamente anche su Gaza, dato che era presente una pediatra di Emergency che è stata sia a Gaza che in Afghanistan.
Stiamo crescendo e, al nostro interno, stiamo cercando di trovare un percorso costruttivo che garantisca continuità e sinergia con altri Tavoli: ad esempio, stasera c’è quello di Carugate e c’era quello di Cologno, che ci ha chiesto se possiamo fare qualcosa insieme. Noi ci siamo, perché per noi è un percorso di costruzione della pace. Sembra quasi che siamo dei sognatori, sogniamo a occhi aperti, ma è meglio sognare a occhi aperti che vivere con gli occhi chiusi.
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