E’ un sogno che si è realizzato. Un polo del rugby dedicato a Franco Viterbi, l’indimenticato fondatore e presidente del Rugby Cernusco, per merito del quale a Cernusco sul Naviglio la palla ovale è diventata di casa.
A dieci giorni dal taglio del nastro e dell’intitolazione dello stadio di via Buonarroti il mondo del rugby cittadino ancora si compiace dell’incredibile cammino compiuto dalla loro disciplina in cinquant’anni di presenza in città.
Un sogno lungo dieci anni
Il percorso che ha portato alla realizzazione del nuovo impianto ha radici profonde. A ripercorrerne i passaggi è stato Enrico Quartiroli, dirigente e anima operativa del club:
Forse a un certo punto qualcuno avrà pensato che il sogno fosse troppo difficile, ma i sogni importanti sono spesso così: richiedono tempo, pazienza, ostinazione e la capacità di non smettere di crederci
Un’idea nata dieci anni fa durante un pranzo con l’allora sindaco Ermanno Zacchetti e Franco Viterbi, che oggi prende forma grazie a un investimento condiviso tra l’Amministrazione comunale e i fondi del Pnrr. Un progetto che la Federazione Italiana Rugby ha premiato come il migliore tra gli oltre quaranta presentati a livello nazionale.
Il riconoscimento della federazione
Alla cerimonia hanno partecipato anche i rappresentanti della FIR, Vittorio Musso e Antonio Luisi, i quali hanno rimarcato la valenza strategica della struttura per l’intero movimento rugbistico italiano.
Nella governance federale questo progetto è stato approvato all’unanimità dal Consiglio e la collaborazione con l’Amministrazione comunale di Cernusco ha dimostrato come si possa fare sistema, unendo energie pubbliche e passione sportiva per lasciare un segno concreto.
Cinquanta anni di storia e di impegno
Sul campo, l’emozione è passata anche attraverso le parole del presidente del Rugby Cernusco, Roberto Caserini. La società, attiva da quasi mezzo secolo, vede oggi premiati anni di lavoro sul vivaio:
Esistiamo da quasi cinquant’anni e abbiamo visto crescere bambini che oggi giocano in serie B. Avere una struttura all’avanguardia come questa ci carica di una responsabilità importante: continuare a crescere passo dopo passo.
Le parole di Romina Viterbi
Il momento di maggiore commozione della mattinata è arrivato con l’intervento di Romina Viterbi, moglie dello storico presidente scomparso. Nel ripercorrere la figura del marito ha ricordato come per lui la palla ovale fosse ben più di una disciplina agonistica:
Per Franco il rugby non è mai stato solo uno sport, è stata una passione, una missione, un modo di vivere. Sin dal 1979, quando la palla ovale era ancora una rarità in Italia, ha creduto nella forza del gruppo, nel rispetto dell’avversario e nel terzo tempo vissuto fianco a fianco, vincitori e vinti.
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