Si è conclusa la prima edizione di Festosa, il Festival della Storia Seminata, organizzato da Anpi Cernusco – Sezione Riboldi-Mattavelli in collaborazione con il Comune di Cernusco sul Naviglio e realizzato con Artaban, Rcs Radio Cernusco Stereo e CG Friends, con l’adesione dei Cngei Scout e la direzione scientifica dello storico e saggista Davide Conti.
Il titolo “Storia Seminata” racchiude il senso dell’iniziativa: coniugare la storia con l’attualità, ripercorrendo il passato per arrivare al presente, nella convinzione che la storia della Resistenza, attraverso la Costituzione e i principi fondamentali che l’hanno ispirata, continui a parlare al nostro tempo e possa creare, instancabilmente, nuovi germogli.
Per tre giorni, dal 18 al 20 settembre 2026, il festival ha portato questo percorso in diversi luoghi della città (Villa Greppi, Villa Alari, Villa Fiorita e la corte de La Treca) attraverso incontri, musica, teatro e momenti di convivialità. Una prima edizione che ha registrato una partecipazione numerosa e trasversale, coinvolgendo pubblici di età diverse.
Festosa comincia dai più giovani
Ad aprire la manifestazione, venerdì 18 a Villa Greppi, sono stati i saluti istituzionali dell’assessora alla Cultura Eleonora Fiorillo e della vicepresidente della sezione Anpi di Cernusco Giovanna Perego.
Subito dopo il palco è passato ai giovani. I ragazzi e le ragazze del C Friends (Daniele Vadalà, Pietro Sgarra, Francesco Confalone) e alcune attrici e attori di “Magia del Bosco”, con la regia di Daniela Arrigoni (tra cui i giovanissimi Adelaide Calisti e Luca Colombo) hanno proposto performance musicali e teatrali capaci di intrecciare memoria e linguaggi contemporanei.
Musica, parole e un’incursione teatrale hanno portato i temi della Resistenza fuori dalla dimensione esclusivamente scolastica o accademica, mettendoli in dialogo con il presente.
Sul palco anche Zot, con il suo rap “Memoria che ragiona”, la sigla di Fe.Sto.S…a. La serata è poi proseguita a Villa Fiorita con una cena condivisa e il dj set di Dj Michele, in un clima di festa e socialità.
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Sabato, il giorno dell’approfondimento
Sabato 19 è stato invece dedicato all’approfondimento storico. Nella cornice di Villa Alari l’incontro, moderato da Manuel Vellone, studente di Storia da poco diplomatosi all’Itsos di Cernusco, dal titolo “2 giugno 1946: l’alba della Repubblica” ha visto la partecipazione della docente di Diritto costituzionale dell’Università di Torino Alessandra Algostino e di Davide Conti.
In serata, ancora a Villa Fiorita, con la cena e l’esibizione dei Siamo Come Siamo, rock band del Cg Friends, che ha chiuso la giornata con musica, festa e tantissimi giovani che hanno assistito al concerto.
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Alla corte della Treca il filo della memoria
L’ultima giornata, domenica 20 settembre, ha portato il festival nella corte della Treca, in via Pietro da Cernusco, che per l’occasione da luogo della storia quotidiana si è trasformata in uno spazio di memoria e di incontro, in cui i musicisti hanno aperto la mattinata dopo i saluti della sindaca Paola Colombo.
Alla Treca, uno dei luoghi della memoria della Resistenza locale, abitava Antonio Castoldi, operaio della Pirelli di Sesto San Giovanni primo cernuschese arrestato in seguito agli scioperi del 1943, e lì abita ancora suo cognato, Italo Pombi, un “giovane” di quasi cento anni, che durante gli scioperi del 1944 fu coinvolto in un episodio drammatico fortunatamente senza conseguenze. Una presenza preziosa, quella di Italo, che ha reso ancora più concreto e vivo il rapporto tra memoria individuale e storia collettiva.
Il convegno dal titolo “La Costituzione sotto attacco: stragi e golpe nell’Italia degli anni Settanta” ha visto la partecipazione della storica e saggista Benedetta Tobagi, del giornalista di la Repubblica Massimo Pisa e dello stesso Conti, in un approfondimento dedicato alle stragi, ai tentati golpe e ai tentativi di sovvertimento dell’ordine democratico nell’Italia degli anni Settanta.Una storia che continua a germogliare
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È proprio nei giovani che Fe.Sto.S…a ha trovato una delle sue espressioni più significative. Non semplici spettatori, ma protagonisti: sul palco, nella musica, nel teatro e nella partecipazione alle diverse iniziative, nella realizzazione di podcast, che si possono trovare, come tutti gli altri contenuti, sul sito festosa.it.
Il festival ha cercato così di mettere in relazione generazioni e linguaggi diversi, partendo dalla storia per arrivare al presente. È questo il senso della “storia seminata” che dà il nome al festival: una memoria che non si limita a essere custodita, ma che può continuare a germogliare, generazione dopo generazione.
L’appuntamento è al 2027, per una nuova edizione del Festival della Storia Seminata.
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