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Tre “spettri” aleggiano sul territorio: agricoltori e minoranza preoccupate

Si tratta di un impianto fotovoltaico da 200mila metri quadrati, un data center e un impianto di accumulo elettrochimico

Tre “spettri” aleggiano sul territorio: agricoltori e minoranza preoccupate

Un impianto fotovoltaico da 200mila metri quadrati, un data center e un impianto di accumulo elettrochimico. Sono le strutture che potrebbero sorgere in un prossimo futuro sul territorio di Basiano.

Un impianto da 200mila metri quadrati

Nei giorni scorsi sono comparsi sul portale dell’Unione gli avvisi per la convocazione della conferenza dei servizi per il fotovoltaico, un impianto da 5.744 kwp e per l’impianto di accumulo elettrochimico.
Da qualche mese circolava la voce della volontà di realizzare un grande parco fotovoltaico nella zona agricola del paese che si stende in direzione di Trezzano Rosa tanto che l’Aic, l’Associazione italiana coltivatori, aveva già lanciato l’allarme.

Si tratta di suolo agricolo produttivo. Terra che produce cibo, lavoro, reddito e presidio ambientale. Sottrarre una superficie di tale estensione alla produzione agricola significa compiere una scelta politica precisa: sacrificare l’agricoltura locale a favore di un’operazione industriale di cui, ad oggi, non risultano chiare né la provenienza societaria né le reali ricadute per la comunità. Aic non è contraria alle energie rinnovabili. È contraria alla speculazione su terreni agricoli. La transizione energetica deve privilegiare aree dismesse, coperture industriali, parcheggi e superfici già compromesse. Colpire il suolo fertile è una scorciatoia che penalizza gli agricoltori e indebolisce la sicurezza alimentare del territorio. Il suolo agricolo non è una merce. E’ patrimonio strategico della comunità».

aveva osservato il trezzese Giuseppe Fumagalli, presidente dell’Aic Nord Occidentale che nella sua città è riuscito a far approvare una mozione per vietare questo tipo di impianti sul territorio

Nei giorni scorsi Fumagalli ha anche sottolineato di aver chiesto un appuntamento con il sindaco Stefania Solcia per parlare della questione, senza però essere riuscito a ottenerlo.

Non mi ha degnato di una risposta. Siamo pronti a fare tutto ciò che è possibile per evitare l’insediamento di questo impianto e, se venisse autorizzato presenteremo un ricorso. Non escludiamo nessuna possibilità, nemmeno quella giuridica.

ha spiegato Fumagalli più che mai deciso a evitare il concretizzarsi dell’insediamento

Minoranza infuriata

Il leader dell’Aic non è però l’unico ad aver espresso il suo profondo disappunto per la realizzazione degli impianti che aleggia sul territorio basianese su cui si è espresso anche il leader dell’opposizione basianese Riccardo Melias.

Mi stupisce, ma non troppo quello che sta arrivando a Basiano, dove l’Amministrazione di sinistra costruisce le barricate per proibire di costruire due case in più. Del resto la sinistra in Comune, come quella in Regione e a livello di Stato, è green solo quando le pare e noi tra sei mesi rischiamo di trovarci sul territorio, un fotovoltaico da 200mila metri quadrati, un data center e un impianto di accumulo elettrochimico.

ha osservato Melias che oltre alla questione ambientale ha sottolineato anche quella di metodo e politica.

Il sindaco Stefania Solcia non solo non ha risposto al rappresentante di una della maggiori organizzazioni degli agricoltori come l’Aic ma non si è nemmeno confrontata con una minoranza che alle elezioni ha ottenuto più del 49%. Non solo nel suo mandato, ha commesso alcuni errori amministrativi che sono costati dei soldi ai basianesi, ma sarà ricordata anche come il sindaco che meno tiene alla salute dei cittadini, cui ha voltato le spalle per la questione delle puzze (molestie olfattive che da anni tormentano i basianesi, ndr) e ora con il possibile insediamento di questi tre impianti.

ha concluso Melias.