Si chiude a livello diocesano l’Anno Santo del 2025. Nella messa celebrata questa mattina domenica 28 dicembre 2025 nel Duomo di Milano, concelebrata da parroci e rettori delle 15 chiese giubilari della diocesi, tra cui quella di Cernusco sul Naviglio, è risuonato il messaggio con cui l’arcivescovo Mario Delpini, attualmente in viaggio missionario in Zambia, ha rivolto il suo saluto e la sua riflessione ai fedeli ambrosiani. A leggere alcuni passaggi del testo durante l’omelia è stato il vicario generale, monsignor Franco Agnesi.
Il cuore del messaggio è stato il tema della speranza, scelto da Papa Francesco per questo Giubileo. Delpini ha sottolineato come l’esperienza più significativa per i “pellegrini di speranza” sia stata quella di incontrare una Chiesa che apre le porte.
Queste alcune delle sue parole:
Quello che ha soprattutto segnato i pellegrini è l’esperienza di aver visto la Chiesa che apre le porte per dire: venite, siete attesi; venite, siete perdonati; venite, siete fratelli e sorelle.
La dimensione universale e l’incontro con la “Chiesa dalle genti”
L’arcivescovo ha poi valorizzato la dimensione universale del pellegrinaggio, vissuta non solo a Roma ma anche nelle Chiese locali. Un’esperienza che ha permesso l’incontro con “la Chiesa dalle genti, le folle multicolori che dicono la loro fede in ogni lingua del pianeta, che portano bandiere di fierezza e di lacrime”. Un’immagine viva della cattolicità che ha caratterizzato l’anno giubilare.
Lo sgomento per un mondo in guerra: “Logiche di potere fino alla follia”
Accanto alla gioia dell’incontro, però, il messaggio non ha taciuto uno sguardo amaro sulla realtà del mondo. Monsignor Delpini ha scritto che, in questo stesso anno, i pellegrini hanno purtroppo visto altro:
uomini e donne, popoli e nazioni, istituzioni e responsabili indifferenti alla parola della speranza
Con parole forti, l’Arcivescovo denuncia le logiche che guidano i potenti:
Hanno visto responsabili delle sorti del mondo e delle istituzioni animati da logiche di potere, malati di aggressività fino alla follia della guerra e fino a coltivare il progetto di sterminare i nemici.
Hanno visto ricchi arricchire oltre misura e poveri impoverirsi fino alla disperazione.
La speranza che non delude: “Non è un impegno volontaristico”
Nonostante lo scandalo del male, il messaggio si conclude con un fondamento solido per guardare avanti.
Ancora l’arcivescovo:
Io credo che i pellegrini di speranza continueranno a essere popolo in cammino.
Perché non fanno della speranza un impegno volontaristico, una virtù circoscritta in un Anno santo.
I pellegrini di speranza hanno imparato che la speranza è fondata sulla promessa di Dio e perciò la speranza non delude.
Una fiducia, dunque, che trae origine non dall’ottimismo umano, ma da una certezza divina.
I numeri del Giubileo in Diocesi
La partecipazione all’anno giubilare in ambito ambrosiano è stata significativa. Secondo i dati parziali riferiti ai gruppi organizzati, circa 13mila pellegrini sono partiti dalla Diocesi di Milano per Roma, mentre si stima che 120mila fedeli abbiano visitato le 15 chiese giubilari designate sul territorio diocesano. Numerosa è stata anche la presenza di gruppi internazionali in visita a Milano.
Per la Chiesa universale, la conclusione ufficiale del Giubileo sarà il 6 gennaio 2026, con la chiusura della Porta Santa nella Basilica di San Pietro e la Messa presieduta da Papa Leone XIV.