Mobilitazione

Sciopero e corteo fino in Comune dei lavoratori Siae: "No ai licenziamenti"

L'agitazione indetta dalle Rsu dell'azienda di Cologno Monzese e dalla Fiom per contestare il piano di ristrutturazione che prevede pesanti tagli al personale

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Quattro ore di sciopero divise su due turni, con un presidio e un corteo partito dai cancelli dell'azienda di Cologno Monzese e terminato davanti a Villa Casati e nella sala consiliare del Municipio.

Stato di agitazione dei lavoratori Siae

Lo stato di agitazione dei lavoratori della Siae Microelettronica è solo all'inizio. E' solo il primo passo di una lotta che per stessa ammissione della Fiom si prospetta lunga. L'annunciato piano di rilancio industriale (che era stato accompagnato da vibrazioni positive) si è invece tramutato in una doccia non fredda, ma gelata, e che rischia di trasformarsi in un drastico taglio del personale. Si parla anche di 140 posti di lavoro che potrebbero sparire nel prossimo futuro.

"No al piano industriale e ai licenziamenti"

Oggi, giovedì 14 dicembre 2023, accanto ai dipendenti Siae c'erano anche il colleghi della controllata Sm Optics (tra loro anche il consigliere comunale di Csd Mario Bresciani), per la quale si prospetterebbe una cessione all'estero. Forse nelle mani di un gruppo francese. Una situazione di paura e incertezza generale che ha spinto quindi a organizzare la giornata di protesta. Il corteo (con striscione, fumogeni, fischietti e canti "di battaglia" come "Bella ciao" e "El pueblo unido jamás será vencido") è partito da via Buonarroti, per poi incamminarsi verso il "cuore" della città, scortato dalla Polizia Locale e dai Carabinieri. Ad accoglierlo di fronte al Comune c'erano in primis il sindaco Stefano Zanelli, l'assessore al Lavoro Andrea Arosio e il presidente del Consiglio comunale Giovanni Cocciro, oltre a una delegazione di consiglieri comunali.

"Traditi gli impegni presi"

"La proprietà ha tradito tutti gli impegni presi, compreso quello sulla piena tutela dei livelli occupazionali - ha dichiarato Giorgio Pontarollo della Fiom - Ha mentito in maniera meschina. Quando avevano bisogno di noi ci chiamavano per nome, ora siamo diventati solo un costo. Sulle spalle dei lavoratori stanno scaricando tutte le colpe di una politica industriale che da una parte parlava di difesa dell'interesse nazionale, mentre dall'altra aumentava le sinergie con la Cina. L'esternalizzazione della produzione metterà a rischio tutto il polo di Cologno".

Un settore strategico

Tra Siae e Sm, in via Buonarroti (al netto degli ammortizzatori sociali attivi) lavorano circa 800 unità, che operano nel settore strategico delle telecomunicazioni (in particolare ponti radio e fibra ottica). Ambiti cardine e fondamentali: la riprova è rappresentata dal fatto che le commesse di certo non mancano.

I ritardi nei pagamenti e nei versamenti

"Ci impegneremo nel nostro 'no' a questo piano industriale, che va ritirato, anche per i colleghi che non hanno scioperato, portando la questione fino all'attenzione del Governo", ha proseguito Pontarollo. La coalizione di centrosinistra a Cologno, tramite l'Amministrazione, ha già preso contatti con i parlamentari Matteo Mauri e Silvia Roggiani (entrambi del Pd) per presentare delle interrogazioni a Roma.

Sullo sfondo restano i ritardi nell'erogazione degli stipendi, dei versamenti ai fondi integrativi Cometa e Metasalute e la difficoltà di ottenere subito la quota spettante del Tfr. "I Mascetti hanno ottenuto decine di milioni di euro di finanziamenti pubblici, dalla Regione, dei quali è rimasto solo uno scheletro di cemento armato", ha rimarcato il sindacalista dei metalmeccanici. Un riferimento al capannone rimasto incompiuto che è sorto accanto allo stabilimento esistente, ma che di fatto è inutilizzato. E la paura è che tale possa rimanere, alla luce della ristrutturazione aziendale avanzata dalla proprietà.

L'impegno dell'Amministrazione

Accanto ai dipendenti di Siae e Sm si è schierata l'Amministrazione Zanelli. "La situazione sembrava in fase di miglioramento, alla luce anche di quanto emerso nell'ultima Commissione Attività produttive in Regione - ha sottolineato Arosio, davanti agli scioperanti seduti in una sala consiliare gremita - In realtà poi c'è un piano industriale che crea grande incertezza per il futuro. E' svilente dirlo ancora una volta, lo so, ma siamo solidali con la vostra causa".

"Cercheremo di avere una interlocuzione seria con la proprietà, per fare chiarezza - ha proseguito il primo cittadino - Certo, siamo parte terza come Comune, ma vogliamo dare concretezza al nostro impegno". Un primo passo, in attesa che i Maschetti e il management rispondano al Municipio, saranno le interrogazioni parlamentari. Intanto, se il 23 dicembre non dovessero essere versate regolarmente le 13esime, all'orizzonte si prospetta un'altra protesta, in attesa che il 18 gennaio la vertenza Siae non torni in Regione, sempre in Commissione Attività produttive.

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