multa in arrivo

Sanzione a chi ha manifestato davanti al Municipio contro il cambio di gestione del Dopolavoro

Conseguenze dopo il presidio del 22 settembre a Cassano d'Adda. La Polizia Locale ha trasmesso gli atti al prefetto. L'iniziativa non era stata segnalata al questore

Sanzione a chi ha manifestato davanti al Municipio contro il cambio di gestione del Dopolavoro

Sanzione amministrativa a “Quelli del Dopo”. Ossia a coloro che martedì 22 settembre 2026 hanno manifestato davanti (e dietro) al Municipio di Cassano d’Adda contro la gara pubblica che ha sancito il passaggio di mano del locale gestito da trent’anni da Luca Cairo per tutti “Baki”.

La gara persa dal “Baki”

La gara, che aveva come scadenza il 15 settembre, prevedeva una base d’asta di 29.500 euro come canone annuo e come criterio per l’assegnazione, come si diceva, la miglior offerta economica. Giovedì 17, all’apertura delle buste, erano state depositate due offerte. La migliore, quella con il maggior rialzo non era quella di «Baki». E così la sua delusione si è diffusa subito tra tutti i suoi numerosi clienti e amici. I quali hanno organizzato non solo una raccolta firme (oltre mille in pochi giorni), ma anche una manifestazione con cori e slogan in occasione del Consigli comunale.

La manifestazione in Comune

La manifestazione si è tenuta in modo del tutto pacifico ed è stata molto partecipata. I giovani, tutti clienti del Dopolavoro, hanno cantato slogan ed esposto striscioni a sostegno dell’attuale attività. Ciò che contestano è la procedura di gara pubblica che ha abbassato la serranda a tre decenni di gestione del locale cui erano affezionati. Secondo quanto hanno riferito durante la manifestazione, a loro giudizio, il bando avrebbe privilegiato unicamente l’offerta economicamente più vantaggiosa, sottovalutando altri aspetti che invece avrebbero potuto favorire l’attuale gestore.

La mancata segnalazione

In base alla normativa (ma anche alla Costituzione) le manifestazioni pubbliche devono essere segnalate alla Questura. Come recita l’articolo 18 del Testo unico di pubblica sicurezza (che risale al 1926) e che impone a chi organizza una riunione in luogo pubblico o aperto al pubblico di darne avviso, almeno tre giorni prima. Non si tratta, è bene ricordarlo, di una richiesta di autorizzazione, ma di una semplice comunicazione.

A seguito delle recenti riforme introdotte dal Decreto sicurezza 2026, il mancato preavviso di una manifestazione in luogo pubblico è stato depenalizzato: non costituisce più un reato, ma è punito con una sanzione amministrativa pecuniaria da mille a 10mila euro applicata dal prefetto. Per questo la Polizia locale, intervenuta per la gestione dell’ordine pubblico insieme ai carabinieri, ha trasmesso gli atti che ricostruiscono quanto accaduto al rappresentante del Governo. Sarà questo poi a indicare l’ammontare della sanzione.

Il prossimo passaggio di mano

L’attività è ora aperta fino al 15 ottobre. Poi cesserà l’attuale gestione. Il nuovo affidatario verosimilmente la chiuderà temporaneamente per eseguire i lavori di riqualificazione che riterrà più opportuni per ripartire secondo i propri canoni.

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