Ancora tu, non mi sorprende lo sai. Lo cantava Lucio Battisti in una famosa canzone del 1976. Nel caso di Pozzo d’Adda, però, non stiamo purtroppo parlando d’amore, ma di una questione che si trascina da circa due anni senza che si sia riusciti a trovare una soluzione, nonostante le proteste dei residenti, le lettere formali, le discussioni in Consiglio comunale, le verifiche di Arpa e le ordinanze sindacali. Così, questa volta, il Comitato di via Taviani ha deciso di chiamare in causa direttamente il Prefetto. Ma andiamo con ordine.
Rumori molesti in via Taviani: lettera al Prefetto
Il tema oggetto del contendere è quello relativo ai rumori molesti prodotti da un’azienda di via Berlinguer, che da tempo tormentano decine di residenti della vicina via Taviani. La questione si trascina dalla primavera del 2024 e fin dall’inizio gli abitanti del quartiere hanno portato avanti la loro battaglia su diversi piani. È stata presentata una segnalazione formale al Comune. È stata poi sporta una denuncia presso i Carabinieri di Vaprio. In aggiunta è stato inoltre presentato un esposto alla Procura della Repubblica. Tutte azioni che hanno portato da un lato all’emanazione da parte del Comune di una serie di ordinanze, che hanno avuto però scarsa efficacia, e dall’altro all’intervento di Arpa, che con le sue analisi ha certificato il superamento dei limiti di emissione acustica previsti dalla normativa. Un lungo iter che non ha, però, prodotto i risultati sperati. Il problema persiste e con l’arrivo della bella stagione è destinata a peggiorare. Così il Comitato di via Taviani, che da sempre si fa portavoce dei diversi disagi dei residenti, è di nuovo intervenuto.
“La situazione appare configurare violazioni della normativa in materia di inquinamento acustico e incide sui diritti fondamentali come quello alla salute e alla vivibilità dell’abitazione – si legge nella missiva firmata dal presidente Paola Losi e sottoscritta da numerosi residenti e membri del Comitato – Ci sono poi ulteriori criticità sotto il profilo amministrativo. L’attività è localizzata in un’area ricompresa nel centro abitato e si evidenzia il mancato aggiornamento del piano di zonizzazione acustica. Nonostante gli accertamenti tecnici e le ripetute segnalazioni, la situazione permane sostanzialmente invariata. Ne deriva una grave compressione dei diritti dei residenti”.
Non mancano critiche all’Amministrazione
Il Comitato, nella lettera, non lesina critiche anche all’Amministrazione.
“A fronte delle violazioni accertate, non risulta esercitata in modo sistematico ed efficace l’attività sanzionatoria prevista dalla normativa e dai regolamenti comunali – si legge nel testo – Tale circostanza, oltre a incidere sull’effettività dell’azione amministrativa, potrebbe assumere rilievo anche sotto il profilo contabile”.
Il documento si conclude con le richieste al Prefetto.
“Chiediamo l’intervento affinché siano svolte le opportune verifiche sulla legittimità delle autorizzazioni rilasciate e sull’efficacia dell’azione amministrative – riporta la missiva – Si chiede inoltre che siano adottate misure idonee a garantire il rispetto dei limiti acustici e la tutela della salute pubblica, che siano accertate eventuali responsabilità e verificate le condizioni di sicurezza degli impianti e delle aree interessate. La situazione ha ormai raggiunto livelli di particolare gravità e non ulteriormente sostenibili per i residenti. Confidiamo pertanto in un intervento tempestivo e risolutivo”.
In foto: il corteo di protesta che nel giugno 2024 arrivò fin sotto al Municipio di Pozzo