Grida, clacson, code e difficoltà a rientrare nel proprio vialetto. Non è lo scenario di un giorno di partita in un grande stadio, ma la quotidianità dei residenti di via Villoresi a Cernusco sul Naviglio, da quando lo scorso autunno ha aperto i battenti il nuovo Polo del rugby.
Un’infrastruttura sportiva all’avanguardia, sostenibile e a basso impatto ambientale, che però sul fronte della vivibilità sembra aver fallito il primo test. I cittadini che abitano lungo la strada raccontano un disagio ormai diventato strutturale, destinato a ripetersi ogni weekend e, sempre più spesso, anche durante la settimana.
Un ingresso “fantasma” e il caos parcheggi
Così spiegano Giacomo Fasola, Giuseppe Ferrante e Luca Allegri, alcuni dei residenti:
Più che altro chiediamo risposte. Il nodo principale è la viabilità. Via Villoresi è una strada senza uscita, eppure è diventata la porta d’accesso principale allo stadio.
Ci era stato garantito che l’ingresso sarebbe stato da via Buonarroti e che questo lato sarebbe rimasto per mezzi di soccorso e servizio. Invece, nei weekend, centinaia di tifosi entrano da qui, spesso lasciando l’auto in sosta selvaggia.
I genitori, durante la settimana, arrivano in auto e accompagnano i figli per gli allenamenti fino all’accesso all’impianto creando una processione di veicoli che entra nella strada e poi, una volta in fondo, deve fare inversione a “U” per tornare indietro.
Chi abita qui deve mettersi in coda per accedere alle proprie autorimesse
Ciò che contestano è la conseguenza di tutto ciò: auto in doppia fila, divieti di sosta ignorati e residenti che, per uscire dal garage, sono costretti a chiamare la Polizia Locale.
Ancora gli abitanti:
I due parcheggi ufficiali (via Fontanile e via Buonarroti) vanno in corto circuito e allora molti parcheggiano qui. Il problema è che su Google Maps l’ingresso è segnato con questo indirizzo, e così la domenica a volte arrivano persino i pullman delle squadre avversarie
Non solo auto, il problema del rumore
Ma la sosta selvaggia non è l’unica fonte di tensione. La vita dei residenti è scandita anche dal rumore.
Gli allenamenti proseguono fino a tarda sera e con il terzo tempo, dopo le partite, capita che alcuni tifosi restino a bivaccare e fare schiamazzi fino a notte. Abbiamo superato più volte i limiti di rumore previsti dalla normativa
Tra le promesse mancate, spicca quella della “barriera verde”.
Ci avevano detto che sarebbe stato creato un filare di alberi per schermare lo stadio ma guardando l’opera finita, ci accorgiamo che non c’è nemmeno lo spazio fisico per piantarli
Senza contare che anche la luce dei fari dei due campi (quello dello stadio e quello polivalente per gli allenamenti) creano disagio.
Il caso della “Festa del Rugby” e gli eventi collaterali
Un tempo, il grande afflusso era limitato a un evento estivo: la tradizionale Festa del rugby a giugno. Ora, invece, l’emergenza è quotidiana.
Proseguono Fasola, Ferrante e Allegri
Ogni manifestazione è un problema dalla mezza maratona ai tornei di calcio e volley. Non è più un’eccezione, ma la regola. Il quartiere non è stato pensato per reggere questi carichi di pubblico
Il cartello che non basta
Sul cancello dello stadio, il Rugby Cernusco (che gestisce l’impianto) ha affisso un cartello che invita a non lasciare auto in divieto e gli allenatori raccomandano ai genitori di non accompagnare i ragazzi fino all’ingresso.
Ma chi abita lì constata amaramente che sono numerosi coloro che ignorano deliberatamente qualsiasi invito al buonsenso.
Non servono a nulla. Quello che chiediamo all’Amministrazione è di sederci a un tavolo e trovare soluzioni percorribili in vista della nuova stagione sportiva ormai alle porte. Prima che la situazione degeneri ulteriormente
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