Concesa

Ritrovamenti archeologici a Villa Gina ma “Il Comune è spettatore”

Secondo l'ex assessore Italo Mazza è necessaria una seria campagna di scavi

Ritrovamenti archeologici a Villa Gina ma “Il Comune è spettatore”

Cosa cela il promontorio di Concesa? A chiederselo è l’ex sindaco Danilo Villa, che ha presentato un’interrogazione per vederci più chiaro dopo l’apertura di alcuni scavi per intervenire sugli impianti di Villa Gina e la successiva chiusura.

All’attenzione dell’aula

Sulla vicenda, nelle scorse settimane, si era espresso anche il Parco Adda Nord che in una nota aveva spiegato come, durante gli scavi, fossero stati rinvenuti “dapprima un muro perimetrale in “borlanti” e successivamente quella che parrebbe essere parte di una cisterna”, forse di epoca romana.

Ora è arrivata anche la risposta del Comune all’interrogazione dell’ex primo cittadino, che ha “bollato” il testo con un eloquente “Chiarire tutto… senza chiarire nulla”.

Il Comune non ha ricevuto relazioni tecniche né atti conclusivi dalla Soprintendenza, ma solo una richiesta di inserire l’area tra quelle a rischio archeologico nel Pgt. Sulla rilevanza del ritrovamento, il Comune non esprime alcuna valutazione, si limita a “fidarsi”. Sulla mancata informazione ai cittadini ”non era necessario dire nulla”, insomma il Comune non sapeva nulla nemmeno sul ripristino dell’area. Traduzione semplice: c’è un ritrovamento archeologico, non è chiaro quanto sia importante, ma il Comune non ha documenti, non è stato coinvolto, non ha valutazioni e non ritiene nemmeno utile informare i cittadini.

ha osservato Villa che ha sottolineato che una certezza è emersa: l’area sarà classificata come “a rischio archeologico”.

“Quindi qualcosa sotto terra c’è . Sopra, invece, manca giusto qualche informazione. Sul futuro la linea è altrettanto coraggiosa: se qualcun altro farà qualcosa, il Comune sarà “felice di partecipare”… purché venga avvisato.

ha aggiunto Villa.

L’intervento dell’ex assessore alla Cultura

Sui possibili ritrovamenti di epoca romana nel sottosuolo dell’area della storica Villa Gina si è espresso anche l’ex assessore alla Cultura Italo Mazza, che si augura che venga effettuata una campagna di scavi. Mazza, infatti, sospetta che l’area possa in realtà celare qualcosa di più importante di una semplice cisterna.

Trezzo non è nuova a ritrovamenti d’epoca romana, penso a quell’esempio insediativo in località San Martino portato alla luce negli anni ’70.  Ne rimane a testimone un elegante pozzo in pietra, purtroppo fagocitato dal complesso condominiale che vi nacque sopra. Ora il recente ritrovamento di Villa Gina: c’è chi dice una cisterna, pur non avendone le caratteristiche, andrebbe ragionevolmente studiato con una seria campagna di scavi. Doverosa per avvalorare l’ipotesi che il suggestivo promontorio di Concesa possa accogliere una villa romana con tutti i crismi: sarebbe veramente una fortuna per Trezzo città d’arte. Un’ipotesi non così remota, se si considera che il promontorio, da Leonardo a Napoleone, fu urbanizzato da case meravigliose, del tutto personalizzate dagli illustri ospiti.

A fondamento delle sue parole, Mazza ha anche fatto riferimento a un disegno di Leonardo della Windsor Royal Library pubblicato sul libro “La casa sulla ripa di Concesa”, di cui è autore lo stesso Mazza, in cui si nota come, prima della villa di delizia, preesistessero degli edifici sul promontorio.

Rimangono solo da conciliare le diverse competenze dei proprietari di Villa Gina ovvero Parco Adda Nord e Comune di Trezzo. Confido che si arrivi a un accordo che privilegi solo la valorizzazione del sito, un sito che, se si rivelerà d’interesse archeologico, darà smalto e vantaggi ad entrambe le parti.

ha concluso Mazza