Dalle ceneri di una spigolosa bufera politica che, appena due anni fa, aveva clamorosamente azzerato la tradizionale cerimonia dei benemeriti, Gorgonzola riapre le porte del suo Famedio cittadino. Il Comune ha infatti ufficialmente dato il via alla raccolta delle candidature in vista dell’edizione 2026, un appuntamento che quest’anno porta con sé il peso di un passato recente fatto di frizioni, banchi del Consiglio comunale infuocati e un regolamento riscritto da zero per evitare nuovi scivoloni.
Un passato burrascoso
La ferita istituzionale è ancora fresca se si pensa al clima a dir poco burrascoso che, appena due anni fa, portò all’annullamento della tradizionale cerimonia di iscrizione al Famedio. In quell’occasione, la Commissione consiliare decise lo stop generale per “mancanza di profili pienamente confacenti ai criteri” e per il mancato raggiungimento dell’unanimità. Una decisione che scatenò un vero e proprio terremoto, con accuse di freddezza burocratica e polemiche approdate direttamente in Consiglio.
Al centro delle proteste vi fu, in particolare, la mancata ammissione al riconoscimento postumo di Mauro Parolini, maresciallo dell’Arma e storico presidente dell’Associazione nazionale Carabinieri di Gorgonzola, scomparso poche settimane prima delle valutazioni. La bocciatura della sua candidatura, e il conseguente nulla di fatto per l’intera edizione, scatenò fuoco e fiamme, spingendo l’Amministrazione a correre ai ripari mettendo mano alla stesura e all’approvazione di un regolamento del tutto nuovo.
Un nuovo regolamento
Il nuovo impianto normativo ha introdotto paletti e chiarimenti stringenti, mirati a blindare la trasparenza e l’oggettività delle scelte, ma non ha mancato di sollevare perplessità. Tra i requisiti confermati e irrigiditi spicca l’obbligo inderogabile secondo cui possono essere proposti esclusivamente cittadini deceduti da almeno cinque anni, oltre al limite di un massimo di tre onoranze conferibili per ciascuna cerimonia e il fatto che le candidature non accolte nell’edizione precedente possono essere ripresentate dopo un intervallo di un anno.
Proprio attorno ad alcune di queste novità si erano concentrate le critiche dell’opposizione. Alcuni gruppi consiliari avevano infatti denunciato il rischio che i tempi allungati e i filtri più rigidi imposti dalle nuove regole potessero finire per svuotare la tradizione, portandola a un progressivo esaurimento delle candidature idonee.
Aperte le candidature
Nonostante le polemiche, la macchina amministrativa lunedì è ripartita a pieno regime. Le proposte di candidatura, che potranno essere avanzate dalla sindaca, dagli assessori, dai consiglieri comunali o da singoli cittadini e associazioni, dovranno essere depositate in busta chiusa presso i Servizi al cittadino entro le 12 di mercoledì 28 ottobre 2026.
Ogni domanda dovrà essere corredata da una dettagliata motivazione e da una solida documentazione di supporto. Sarà poi la Commissione consiliare competente, attenendosi rigorosamente al nuovo regolamento, a valutare i profili proposti.
L’appuntamento con la storia locale è dunque fissato per sabato 21 novembre, quando la comunità potrà partecipare alla cerimonia pubblica nel piazzale delle Cerimonie del cimitero storico.