A Cernusco sul Naviglio c’è un grande tesoro considerato la piccola Versailles della Martesana. Si tratta di Villa Alari dove in questi giorni si stanno completando i restauri degli affreschi delle stanze al piano terreno.
Residenza degli Asburgo
La dimora di delizie fu realizzata nel primo quarto del Settecento per volontà di Giacinto Alari. Ha dunque compiuto da poco trecento anni. Il progetto è dell’architetto romano Giovanni Ruggeri, mentre quello del giardino, trasformato in parco all’inglese successivamente, è di Luigi Villoresi.
All’interno si trovano gli affreschi di Giovan Angelo Borroni (“Il trionfo di Apollo” nel salone), Francesco Fabbrica, Pietro Maggi e Giovanni Antonio Cucchi. Vi è anche una cappella gentilizia dove lavorarono Salvatore Bianchi e lo stesso Fabbrica.
Negli anni Settanta dello stesso secolo la villa divenne residenza estiva della corte degli Asburgo. Qui si inserisce l’opinione che vi sia passato con tutta probabilità anche un giovanissimo Wolfgang Amadeus Mozart, avendo effettuato questi un viaggio a Milano al seguito dei signori d’Austria proprio in quel periodo.
E’ la presenza dei reali che ha fatto soprannominare Villa Alari, la piccola Versailles.
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Da residenza reale a ospedale psichiatrico
La dimora di delizie, già dichiarata Luogo del cuore Fai, nei suoi trecento anni di storia racchiude in sé un mosaico di vicissitudini: oltre che da nobili e aristocratici, le stanze affrescate hanno visto ospitare anche i pazienti psichiatrici dell’ospedale Fatebenefratelli.
Allora la villa si poteva frequentare e vi si organizzavano diversi tipi di eventi, favoriti anche dalla volontà di integrare la comunità dei pazienti con quella dei cittadini all’esterno della struttura. Tanti cernuschesi hanno vividi e nostalgici ricordi di quel periodo.
L’ordine ospedaliero utilizzò l’edificio come struttura sanitaria per tutto il Secondo dopoguerra, fino al 2007, quando lo cedette al Comune (e ai privati per quanto riguarda le strutture residenziali laterali). L’ospedale nel frattempo si trasferì nell’attuale centro Sant’Ambrogio di via Cavour.
Del 2007 Villa Alari, è oggetto da allora di importanti e costosi interventi di restauro. Ma da allora, anche perché passata sotto la tutela della Sovrintendenza, non è più utilizzabile se non per visite estemporanee a gruppi limitati.
Dipinti recuperati
Sono tre gli ambienti oggetto di lavori. Uno è la Sala del poeta laureato dove il restauro è già terminato. Qui sono emerse decorazioni non originali, ma ottocentesche, comunque di pregio.
Così l’architetto Alessandro Duca, responsabile dell’Area tecnica del Comune:
All’azzurrino originale (che si può ammirare nel salone con l’affresco del trionfo di Apollo) era stato sostituito un colore tra l’arancione e l’ocra con elementi decorativi caratterizzati da figure di animali ed elementi floreali a mezza altezza.
L’impresa che ha eseguito il restauro ha mantenuto tali decorazioni, perché sono anch’esse di un certo valore e se fossero state rimosse sarebbero state perdute. In questo modo si conservano sia queste, sia quelle originali settecentesche che rimangono sotto. Ne hanno lasciato intravedere alcune tracce nella parte superiore delle pareti.
Il giardino aperto a tutti
Da qualche settimana è stato aperto il giardino all’inglese, grazie all’eliminazione della recinzione del parco per restituire sempre di più la villa ai cittadini. Domenica 15 marzo 2026 per festeggiare la riapertura del giardino, in occasione della Fiera di San Giuseppe, saranno organizzate visite guidate con un’ambientazione Belle Époque. Ci saranno figuranti in costume e una mostra.

Il 28 marzo, invece, ci sarà la vera inaugurazione del parco dove mancano ancora alcuni interventi: la sistemazione dell’area verde a ovest, da poco ceduta dalla proprietà delle residenze e quella dell’orto botanico, per cui era stato avviato un percorso con il Politecnico di Milano. Nel frattempo sono stati ripuliti i vialetti, anche del vicino Giardino all’italiana
Un punto di domanda sul futuro
La partita futura saranno gli interventi necessari per tornare a realizzare eventi all’interno e la scelta sulla destinazione d’uso.
Così la sindaca Paola Colombo:
Vogliamo fare in modo di poter iniziare a organizzare mostre, eventi e concerti. Il prossimo passo sarà intervenire sulle ali dove non ci sono affreschi o elementi di pregio per creare quei servizi che rendano possibile la presenza di pubblico.
Abbiamo già approvato poi un piano che prevede tutti gli interventi successivi, in modo tale da andare a intercettare bandi di finanziamento per singoli progetti.
Si calcola che per completare il recupero della villa manchino ancora dieci milioni di interventi. Poi occorrerà immaginare come utilizzare un complesso così prestigioso, delicato e molto grande.
La strada del partenariato pubblico privato, o l’accordo con una fondazione sembrano per ora le strade più percorribili. Ma la discussione è solo agli inizi.