Prestazioni in calo alla Radiologia della Casa della comunità di Vaprio. La conferma della flessione delle prestazioni erogate dalla struttura sanitaria abduana è arrivata nei giorni scorsi.
Meno ecografie e Tac
A sollevare la questione, nelle scorse settimane, era stato il capogruppo pentastellato in Regione Nicola Di Marco che, dopo aver ricevuto alcune segnalazioni, aveva scritto all’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso per conoscere i motivi della situazione che si è venuta a creare.
In seguito alle segnalazioni ricevute in merito al calo delle prestazioni offerte dall’Unità di radiologia della Casa di comunità di Vaprio, ho interrogato Regione Lombardia per conoscere i dati relativi alle prestazioni erogate e gli eventuali motivi del calo. La risposta ottenuta evidenzia come, nel corso dell’ultimo triennio, le prestazioni siano diminuite sensibilmente
ha spiegato l’esponente del Movimento Cinque Stelle che ha osservato come nel 2023 fra ecografie, radiografie, screening e Tac erano state effettuate 9.329 prestazioni, mentre nel corso del 2025 ne sono state erogate solo 6.237.
La diminuzione più netta riguarda le ecografie, passate da 2.000 circa nel 2023 alle attuali 538 e le Tac passate da 1.800 circa nel 2023 alle attuali 721. Un calo di circa il 30% sul totale delle prestazioni, che viene giustificato con l’entrata in vigore, nel 2024, del Nuovo nomenclatore tariffario. Una spiegazione che, però, non convince del tutto, soprattutto in funzione delle segnalazioni ricevute, secondo cui la riduzione dell’operatività sarebbe imputabile prevalentemente a riduzioni di personale. È necessario evitare che quello che un tempo veniva considerato un vero e proprio presidio ospedaliero per il territorio, ora che ne è stato cambiato il nome in “Casa della comunità”, rischi di finire svuotato dei propri professionisti riducendo le proprie funzioni a quelle di un poliambulatorio. Rilanciare la medicina territoriale in maniera concreta significa difendere l’operatività di una struttura come quella di Vaprio e in questo gli sforzi di Regione Lombardia non sono stati finora sufficienti»,
ha osservato Di Marco