Si è concluso con una fumata nera un recente incontro che ha visto sedute attorno allo stesso tavolo una delegazione di genitori, che sta protestando per l’incremento dei costi del pre e post scuola, e l’Amministrazione comunale di Cologno Monzese, rappresentata per l’occasione dal sindaco Stefano Zanelli, dall’assessore alla Pubblica istruzione Alessandro Del Corno e dall’assessore al Bilancio e ai Servizi sociali Antonio Velluto.
Il confronto sui costi (aumentati) del pre e post scuola
L’obiettivo delle famiglie, forti di una petizione che ha raccolto 250 adesioni, era spingere Villa Casati a prorogare il termine delle iscrizioni e a ridurre le tariffe, che sono aumentate dell’87,5% per il post-scuola, passando da 40 a 75 euro mensili.
All’incontro era assente Nadia Sancini, la dirigente dell’Ufficio istruzione. E la sua mancanza, per i genitori, si è fatta sentire, “perché il confronto che speravamo potesse entrare nel merito dei dati economici è rimasto sul piano delle dichiarazioni generali”, hanno dichiarato le famiglie in una nota.
Cosa ha portato all’innalzamento delle tariffe
Insomma, le parole della politica hanno avuto la meglio. Almeno per ora. Secondo quanto riferito dall’Amministrazione, l’aumento sarebbe la conseguenza di un incremento generale dei costi a carico dell’ente, specificato tra le altre voci come innalzamento dei costi di manodopera e del personale, del venir meno di cospicui finanziamenti statali al Comune e della recente riduzione, da parte di alcuni istituti scolastici, della disponibilità di personale in orario extrascolastico. Una situazione che avrebbe obbligato l’Amministrazione a supplire economicamente.
Va detto che il Comune ha dichiarato più volte nel corso del confronto di non essere obbligato ad attivare il pre e il post scuola: si tratta, infatti, di un servizio a domanda individuale, non di un obbligo di legge per l’ente locale.
“Continuare a scaricare sulle famiglie, e in particolare sulla classe media, il peso di aumenti che si sommano su più fronti rischia di essere un boomerang: superata una certa soglia, sostenere l’insieme dei rincari diventa semplicemente impossibile per molti nuclei familiari”, hanno sostenuto i genitori.
Cosa avevano chiesto i genitori della petizione
Le due richieste concrete erano la proroga del termine di iscrizione al 31 agosto 2026, per dare alle famiglie più tempo prima di impegnarsi economicamente, e una riduzione delle tariffe attualmente in vigore. L’unico risultato concreto dell’incontro è stato un impegno per il futuro: a settembre, quando avrà in mano i dati definitivi delle adesioni, l’Amministrazione si è resa disponibile a verificare insieme alla delegazione le entrate incassate rispetto alle previsioni di bilancio.
Parallelamente, le famiglie che hanno sposato la petizione hanno inoltrato un resoconto tecnico, che ripercorre nel dettaglio l’iter del bando e solleva una serie di dubbi, dati e importi alla mano: dalla tempistica con cui sono state approvate le nuove tariffe rispetto alla conclusione della gara allo scarto economico tra le offerte in graduatoria, fino alla richiesta di una revisione delle tariffe in corso d’anno scolastico, “e non rinviata al prossimo”, qualora a settembre i dati confermino che le famiglie stanno coprendo una quota di costo superiore a quella dichiarata dal Municipio.
“Ci saremmo aspettati un confronto sui dati economici e invece, purtroppo, è mancata proprio la persona che quei dati li conosce – ha dichiarato Federica D’Alessano, portavoce e promotrice della raccolta firme – Il Comune ci ha parlato di costi generali e di una diminuzione dei contributi statali, ma non ha concesso né una proroga delle iscrizioni né un ribasso delle tariffe. Restiamo un interlocutore aperto al dialogo, ma non possiamo accettare che l’unica risposta alle difficoltà delle famiglie sia aspettare. Capiamo la situazione socioeconomica in cui versa il Paese e, di riflesso, il Comune di Cologno Monzese: per questo non chiediamo di annullare l’aumento, ma di contenerlo entro un tetto massimo del 15-20%, anziché l’attuale 87,5%. Siamo fiduciosi che a settembre, con i dati reali sul tavolo, si possa finalmente parlare di un abbassamento della spesa per le famiglie colognesi, e apprezziamo l’apertura di sindaco e assessori presenti”.