L’anima cernuschese della casa editrice Garzanti riaffiora per una sera nei racconti degli ex dipendenti che lunedì 4 maggio hanno affollato la sala Camerani della Biblioteca Lino Penati, a Cernusco sul Naviglio, per la presentazione del libro “Andavamo alla Garzanti”. L’incontro, primo appuntamento della rassegna “Il maggio dei libri”, è stato curato da Ferdinando Scala e ha visto gli interventi di Eduardo Garzanti, Franco Pugnaloni, Gianfranco Magnini e dell’assessora alla Cultura Eleonora Fiorillo.
Le voci della storia editoriale
Se la sede milanese di via della Spiga era il salotto intellettuale frequentato da Pasolini e Gadda, quella cernuschese di via Mazzini rappresentava il cuore produttivo: qui si stampava, si cucivano le copertine, si componevano i caratteri. Due mondi diversi, ma parte della stessa famiglia, uniti dall’obiettivo comune di dare vita ai libri.
A portare il saluto istituzionale è stata l’assessora Eleonora Fiorillo, che ha sottolineato il valore umano della memoria Garzanti:
Non è solo la storia di un’azienda, ma una storia di persone e relazioni. Un racconto che restituisce l’umanità di chi ha lavorato dietro ai libri e attraversa anche la storia del Paese
Per Eduardo Garzanti, il volume è “un libro di vita”, capace di restituire un’esperienza ancora viva a distanza di decenni:
E’ incredibile come dopo quarant’anni quella realtà sia ancora presente in noi. Era un ambiente caotico, ma da quel caos creativo nasceva qualcosa di unico. Mio padre Livio ha portato la cultura nelle case degli italiani a prezzi accessibili, con una visione editoriale senza paragoni
Franco Pugnaloni ha invece ricordato la complessità della vita aziendale e sindacale, tra operai, impiegati e redazioni
C’erano differenze e tensioni, ma anche un forte senso di appartenenza. Era una comunità che, pur tra conflitti, riusciva a riconoscersi come tale anche fuori dal lavoro
Uno sguardo alle origini è arrivato da Gianfranco Magnini, entrato in Garzanti nel 1959, che ha ripercorso la fase di sviluppo della casa editrice, tra innovazioni editoriali e nuove collane che hanno contribuito a ridefinire il panorama culturale italiano.
Il lavoro e la vita nello stabilimento
Durante la serata, alcuni ex dipendenti hanno condiviso la loro esperienza lavorativa. A fare da filo conduttore dei vari racconti è stato il forte senso di appartenenza all’azienda. Tra i ricordi anche quello di Valeria Terracciano, impiegata, che ha evocato il legame affettivo con lo stabilimento e i suoi spazi verdi:
Era un ambiente curato, quasi familiare. Il giardino era un luogo che raccontava molto della vita della fabbrica. Si lavorava con impegno, ma si respirava anche un senso di condivisione che oggi si fatica a immaginare
Più diretto il ricordo di Massimo Parma, tra i protagonisti delle esperienze sindacali, entrato in azienda negli anni Sessanta:
All’inizio non capivo nulla di sindacato, poi ho imparato ascoltando e sbagliando. Era un mondo complesso, con tensioni forti, ma anche con una capacità di tenere insieme persone molto diverse. Alla fine, nonostante tutto, restava la sensazione di far parte di qualcosa di più grande di noi
La fine di un’era
La sede cernuschese della Garzanti, ha cessato l’attività negli anni Novanta, nel progressivo ridimensionamento della casa editrice. Una chiusura che ha segnato la fine di un’esperienza industriale, ma che nelle testimonianze continua a vivere come memoria collettiva dei cernuschesi. Attualmente ancora non è stato deciso come reinvestire su quell’area.
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