Amici a quattro zampe

Proprietari di cani sul piede di guerra: “Basta divieti”

Chiedono la riapertura delle aree verdi e più controlli contro la mancata raccolta delle deiezioni canine

Proprietari di cani sul piede di guerra: “Basta divieti”

I proprietari di cani di Trezzo che rispettano le regole sono sul piede di guerra. Nel loro mirino c’è soprattutto il divieto di accesso ai parchi come quello che circonda il Castello Visconteo.

“Vietato l’accesso ai parchi”

Portavoce delle lamentele dei proprietari sono Giancarlo Colombo e Cinzia Stucchi.

Prima delle elezioni il sindaco Diego Torri aveva dichiarato l’intenzione di aprire all’ingresso dei cani. Il parco del Castello è chiuso ai quattro zampe da circa un decennio e sono passati tre anni dall’insediamento della nuova Amministrazione. In moltissimi Comuni i cani possono accedere alle aree verdi, nel rispetto delle regole, ma a Trezzo no.

ha osservato Stucchi, che vorrebbe quindi sapere se esiste un progetto per la riapertura dei parchi ai cani e le eventuali tempistiche.

Anche Colombo ha sottolineato la questione della chiusura del parco del Castello agli amici a quattro zampe.

In occasione della festa del paese era stato organizzato un evento con degli alpaca proprio nel parco del Castello. Nulla contro questi animali e con chi ha organizzato l’evento, ma la cosa mi aveva fatto un po’ arrabbiare. Come? Io non posso entrare con il cane e gli alpaca sì?».

ha osservato. Secondo Colombo e Stucchi ultimamente le strade sono sempre più sporche, anche a causa delle deiezioni canine non raccolte. Un fatto che getta discredito su tutti i proprietari di cani. Anche quelli che rispettano le regole. E, a loro giudizio, le misure messe in atto dall’Amministrazione non darebbero risposte adeguate.

Più controlli sui maleducati

Quando un proprietario scorretto vede una divisa raccoglie o fa finta di farlo. Credo che controlli a piedi anche in borghese da parte degli agenti o dei Ranger potrebbero risultare più efficaci di qualsiasi campagna informativa.

Ha spiegato Stucchi. Più tecnologica, la ricetta proposta da Colombo.

Invece di spendere soldi per incontri sugli animali e su controlli che non danno grossi risultati si potrebbe puntare sull’esame del Dna delle deiezioni. Ha un costo? Certo, ma potrebbe risolvere il problema.

ha osservato