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#Unastanzaperunadonnaafghana

Profughi dall'Afghanistan: 1.300 famiglie pronte a ospitare anche in Martesana

L'iniziativa è stata lanciata dalla cooperativa sociale Il Melograno ed ha già riscosso moltissime adesioni.

Profughi dall'Afghanistan: 1.300 famiglie pronte a ospitare anche in Martesana
Attualità Martesana, 21 Settembre 2021 ore 09:09

Grande successo per la campagna #unastanzaperunadonnaafghana  promossa dalla cooperativa Il Melograno di Segrate, iniziativa volta a sensibilizzare la popolazione sulla solidarietà nei confronti dei profughi in fuga dall'Afghanistan.

Per i profughi dall'Afghanistan

“Io vorrei ospitare ma non siamo vaccinati. È un problema?” . Questo uno dei messaggi apparsi sulla pagina Facebook della cooperativa e da qui si è partiti per  avviare la campagna di aiuto. La pandemia non ha scalfito la solidarietà degli associati della cooperativa, che hanno aderito in massa alla campagna #Unastanzaperunadonnaafghana offrendo ospitalità ai rifugiati afghani.

Ad agosto, quando la situazione in Afghanistan ha cominciato a precipitare ed è stato chiaro che in migliaia avrebbero lasciato il paese temendo per la loro incolumità, l’associazione con sede a Segrate ha coinvolto due altre onlus del territorio e lanciato una campagna di solidarietà che non mira solo a offrire un rifugio a chi fugge da Kabul, ma anche a creare percorsi di integrazione più efficaci e sostenibili.

C'è chi offre anche solo una stanza

«C’è chi ha una camera libera, chi può offrire porzioni o piani delle proprie case. Il 70% di coloro che ci hanno risposto è pronto a ospitare, il resto ad aiutare in altre forme» aveva raccontato a inizio settembre, sul sito di una nota rivista femminile, Marco Chiapella, responsabile dei servizi dell’Area inclusione della cooperativa segratese.

Ora le disponibilità per accogliere in famiglia, gratuitamente e per tre mesi, una donna afghana in fuga dai talebani sono salite a più di 1.300.

Il Melograno, seguendo le indicazioni di Anci, l’associazione dei Comuni italiani, è in contatto con Prefetture ed Enti locali per fare in modo che i propri sforzi siano connessi con i progetti delle varie Amministrazioni. Inoltre, tramite la sua rete di mediatori, educatori, assistenti sociali, psicologi forma le famiglie che ospiteranno rifugiati fornendo loro gli strumenti per gestire il dramma di chi fugge dal proprio paese in cerca di libertà.

La richiesta della Prefettura

Già nelle scorse settimane sul tema si era espresso il Prefetto di Milano Renato Saccone  che aveva invitato i vari distretti sociali a individuare soluzioni volte a ospitare i primi 200 profughi giunti nella Città metropolitana, collaboratori dell'Occidente in fuga dalle persecuzioni talebane.