protesta

Presidio in difesa della sanità pubblica davanti all’ospedale di Vaprio

Criticata la scelta di Regione Lombardia di affidare diversi servizi ai privati

Presidio in difesa della sanità pubblica davanti all’ospedale di Vaprio

Ieri, giovedì 17 settembre 2026, il Tavolo Martesana Melegnano in salute ha organizzato un  presidio davanti all’ospedale di Vaprio in didesa della sanità pubblica.

Difesa della sanità pubblica

Una manifestazione contro la gestione privata della sanità. E’ quella che ha organizzato ieri, giovedì 17 settembre 2026, il Tavolo Melegnano Martesana in salute davanti all’ospedale di Vaprio. Alla protesta hanno partecipato i rappresentanti di vari partiti e realtà che si richiamano al centro sinistra che hanno voluto evidenziare la loro contrarietà verso una sanità, fatta con i soldi pubblici, ma, a loro giudizio sempre più orientata verso la gestione privata. Al presidio hanno partecipato i consiglieri regionali Carlo Borghetti del Pd e Onorio Rosati di Alleanza Verdi e Sinistra. Presente anche il sindaco di Trezzo Diego Torri e Arianna Moreschi consigliere comunale del Pd a Cassano, mentre non era presente alcun rappresentante della Giunta di Vaprio.

Gli interventi

Nel corso del presidio Paolo Molteni del Tavolo Melegnano Martesana in salute ha sottolineato il motivo della protesta.

La Casa di comunità è stata finanziata con i soldi del Pnrr.  Oggi siamo qui per dare centralità alla questione. Si tratta di un primo meccanismo difesa perché non possono dare in mano al privato la sanità pubblica, realizzata con soldi pubblici.

ha osservato Molteni

Sulla questione della sanità ai privata si è espressa anche Arianna Moreschi esponente cassanese del Pd.

 Dopo il Covid la gestione della sanità si è sempre più orienta verso il privato  Le Case di comunità doveva essere la risposta pubblica alle necessità dei cittadini,  invece è stata privatizzata senza ascoltare i bisogni dei cittadini. Si sono utilizzati soldi pubblici per poi far gestire al privato. Non sappiamo cosa porterà, ma è una strategia precisa. Se manca il personale è colpa di una mancata programmazione, ma anche di retribuzioni non adeguate.

Ambrogio Redavati del M5s ha ribadito la necessità di scendere in piazza

Credo che sia assolutamente neccesario scendere in piazza perché il problema della sanità è serio in Lombardia e ancora di più nell’area della Martesana. Chiediamo interventi e si vede solo privatizzare la sanità. E’ improponibile.

Anche Antonio Bagnaschi della Cgil ha sottolineato l’importanza della protesta.

 E’ necessario cominciare a fare un poi di rumore sulle privatizzazioni fatte sulla testa di tutti i lavoratori e i cittadini Siamo qui per dire che è necessario fermarsi adesso o  poi potremo pentirsi amaramente.

Il conigliere regionale Onorio Rosati ha spiegato di aver presentato un’interrogazione all’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso sulla questione della gestione ai privati degli ospedali di Vaprio e Rozzano.

La risposta che ho ricevuto è stata inquietante Saranno infatti 11 gli ospedali di comunità affidati ai privati. Si è parlato di difficoltà a reperire il personale con Regione Lombardia che è stata costretta a decidere se non partire o farlo con i privati. C’è anche da affrontare la questione delle politiche abitative, perché le persone che vengono a lavorare da fuori necessitano di alloggi.

Il consigliere Carlo Borghetti ha sottolineato come in Martesana ci sia l’Asst con meno persone per abitante

L’Asst Melegnano Martesana è quella con meno personale a fronte del numero degli abitanti. Non possiamo rinunciare alla sanità pubblica. Il Governo ha fatto uno “sconto”, tra l’altro non per tutti, di  2.3 miliardi per il bollo e l’anno scorso ha investito 3 miliardi per la sanità un cifra che, tra stipendi e bollette è stata bruciata tutta e quest’anno per la sanità ci sono meno soldi dell’anno scordo. La spesa per la sanità era pari al 7% del Pil, il Governo l’ha portata al 6,3% con l’obiettivo di arrivare al 6% E da settimana prossima aumenteranno diversi ticket. La gente sta abbandonando le cure.

Nel corso del presidio è intervenuto anche il sindaco di Trezzo Diego Torri.

Per quanto riguarda la sanità la situazione è tesa. Il motivo per cui oggi io sono qui è perché ho il dovere e la responsabilità di ascoltare il disagio dei nostri cittadini e portarlo ai tavoli istituzionali. In prima battuta deve essere fatta una battaglia contro la normalizzazione di queste situazioni

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