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Benefici per quattro ragazze

Pet therapy a Gorgonzola con il meticcio "Jack"

Tra i risultai ottenuti ci sono stati incremento dell’autostima, riduzione dei livelli d’ansia da prestazione, ma anche maggiore consapevolezza, rilassatezza fisica e conoscenza del mondo animale.

Pet therapy a Gorgonzola con il meticcio "Jack"
Attualità Martesana, 27 Giugno 2022 ore 18:03

Incremento dell’autostima, riduzione dei livelli d’ansia da prestazione, ma anche maggiore consapevolezza, rilassatezza fisica e conoscenza del mondo animale. Ecco, in sintesi, alcuni dei risultati positivi che quattro ragazze, fra i 18 e i 24 anni, pazienti del Cps (Centro psico sociale) di Gorgonzola, hanno ottenuto grazie a "Jack": un meticcio di quattro anni.

Terapia con un simpatico cane a Gorgonzola

Il programma di pet therapy, pensato e portato avanti dalla dottoressa Greta Luchetta (tecnico della riabilitazione psichiatrica) rientra nell’ambito del progetto regionale Tr 105 “Prevenzione, individuazione e trattamento precoce dei disturbi psichici in età giovanile. Sviluppo di processi integrativi nell’area salute mentale”. Il 15 giugno 2022, al termine di un percorso di 11 sedute iniziato il 23 marzo, le ragazze aderenti al progetto hanno concluso l’ultima lezione con sorrisi, abbracci e carezze per "Jack".

“Questi momenti di attività assistita con l’animale della durata di 60 minuti, una volta alla settimana, per 11 settimane, sono stati dedicati sia alla conoscenza del cane sia all’interazione con esso, attraverso la mediazione di un conduttore, supportata dalla dottoressa Patrizia Labella - ha commentato Luchetta - Al termine del percorso, abbiamo riscontrato nei pazienti un maggior incremento dell’autostima, dovuto alla diretta relazione con il cane, un forte sviluppo della loro sicurezza, ma anche una nuova forma comunicativa, non verbale, che ha portato in loro una miglior relazione con gli altri e un’importante limitazione dello stress e dei livelli d’ansia”.

Le strategie alla base del corso sono due.

“Nella prima si lavora sull’attivazione della concentrazione e dell’attenzione - ha proseguito Greta Luchetta - L’obiettivo, in questa parte del percorso, è quello di aumentare la consapevolezza di sé e trovare strategie interiori per organizzare il futuro. Nella seconda parte, invece, l’animale ha il compito di allargare il dominio relazionale e cognitivo della persona al fine di migliorare situazioni di difficoltà nel rapporto con il mondo esterno. La relazione con l’animale, essere non giudicante, serve a evitare che la persona si percepisca in qualità di individuo isolato, ma in coppia. La dimensione sociale, infatti, si basa sullo sviluppo di concetti di alleanza, sostegno, ascolto, comunicazione, collaborazione, affiliazione e partecipazione”.

Il progetto, basato sull’interazione dei cinque sensi, ha posto in essere un confronto fra i sensi umani e quelli canini, partendo dall’idea iniziale di valutare le similitudini e le differenze esistenti fra i due mondi. Le sedute iniziali sono state dedicate alle modalità per l’approccio al cane, in seguito sono stati insegnati i comandi base, sia attraverso la comunicazione non verbale, sia tramite quella verbale. Le pazienti, grazie una piccola telecamera posizionata su "Jack", hanno anche potuto osservare la realtà attraverso gli occhi del cane, mettendosi al suo livello. È stato poi approfondito il senso del gusto, grazie all’assaggio di alcuni cibi che possono essere mangiati da entrambe le specie, e si è sperimentata una ricetta di biscotti per cani. "Jack" ha interagito con le pazienti sia attraverso la ricerca di biscottini posizionati su un tappeto olfattivo, sia in una stanza con ostacoli e tramite un percorso di mobilità.

Soddisfazione all'Asst Melegnano Martesana

Soddisfazione è stata espressa anche dal direttore del dipartimento Salute e Dipendenze di Gorgonzola Federico Durbano.

“In psichiatria lavoriamo a livello territoriale con interventi finalizzati non solo alla cura delle condizioni cliniche specifiche, ma anche attraverso l'azione riabilitativa dei soggetti che presentano difficoltà correlate alla malattia psichiatrica - ha spiegato - Il lockdwon ha generato in loro un senso di abbandono, isolamento e aumento degli stati d’ansia, ed è nostro compito mettere al centro la relazione e il rapporto con gli altri. Con questo specifico intervento abbiamo voluto utilizzare una strategia innovativa in grado di favorire lo scambio relazionale fra persone. I risultati sono stati straordinari, vorrei ringraziare i nostri operatori che, con fantasia e competenza, hanno risposto, anche in questo caso, ai reali bisogni della popolazione”.

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