Il progetto

Parte la bonifica della maxi discarica interrata: sopralluogo con l’assessore regionale

L'intervento in corso a Vimodrone nell'area Nova Elfe-ex Eca ai confini con Cologno Monzese e Cernusco sul Naviglio

Parte la bonifica della maxi discarica interrata: sopralluogo con l’assessore regionale

E’ entrato nel vivo l’intervento di bonifica dell’area Nova Elfe-ex Eca di Vimodrone, alle spalle di Cava Gaggiolo e ai confini con Cologno Monzese e Cernusco sul Naviglio.

Sopralluogo nella discarica da mettere in sicurezza

Ieri, mercoledì 14 gennaio 2026, c’è stato un sopralluogo al cantiere a cui partecipato, tra gli altri, l’assessore regionale all’Ambiente e Clima Giorgio Maione, il sindaco Dario Veneroni e l’assessore all’Urbanistica Andrea Citterio. Il tutto per “toccare con mano” l’andamento dell’intervento dei lavori.

L’ex cava di materiali inerti, utilizzata come discarica tra gli anni ’40 e ’80, è interessata da un intervento di messa in sicurezza permanente. L’opera si inserisce nel più ampio piano regionale di risanamento ambientale. Nello specifico, si prevede un investimento complessivo di 65 milioni di euro per il recupero di 16 siti orfani in tutta la Lombardia. Il finanziamento è sostenuto da 51,5 milioni di euro di fondi Pnrr. Risorse integrate da oltre 13,3 milioni di euro, stanziati direttamente da Regione Lombardia.

L’intervento da oltre 10 milioni di euro

In particolare, la bonifica del sito orfano vimodronese “cuba” da sola 10,5 milioni di euro, di cui 2,5 messi sul tavolo dal Pirellone. E interessa un’area che ha un’estensione di oltre 85mila metri quadrati in cui è stata accertata la presenza di metalli pesanti, idrocarburi, xileni e composti organo-clorurati.

Avanzamento lavori di bonifica nell’area ex discarica Eca

“Ad oggi le attività di sfalcio e rimozione dei rifiuti superficiali sono complete – hanno evidenziato dalla Regione – Sono state avviate, inoltre, le attività di rimodellazione della superficie, cui seguirà la posa di una membrana in geotessile come materiale per l’isolamento delle sorgenti di contaminazione e la realizzazione del sistema di drenaggio delle acque meteoriche. La conclusione delle opere di bonifica, per i quali Aria Spa riveste il ruolo di stazione appaltante, è prevista alla fine del 2026, garantendo il pieno rispetto dei target europei fissati dal Pnrr”.

Il piano bonifiche lombardo e il Pnrr

La soddisfazione è stata espressa direttamente anche da Maione.

“La bonifica di Vimodrone rappresenta un traguardo fondamentale che certifica l’efficacia del modello lombardo nella gestione di sfide ambientali complesse – ha sottolineato l’assessore lombardo – Con questo maxipiano di risanamento stiamo dando una risposta concreta a un’istanza attesa dal territorio da oltre decenni. Regione Lombardia, nell’attuare il programma regionale bonifiche, sta ottimizzando l’uso delle risorse del Pnrr e dei fondi del bilancio regionale destinati alla bonifica dei siti orfani. L’obiettivo è di trasformare le ferite del passato in nuove opportunità di rigenerazione del territorio e crescita sostenibile. Risanare l’ambiente significa preservare la qualità della vita dei lombardi, restituendo a tutte le comunità spazi sicuri e fruibili”.

I provvedimenti messi in campo dal Comune

Dello stesso avviso il primo cittadino:

“L’area, che attualmente è inserita nel Parco Est delle Cave, necessitava di interventi ambientali fin dagli anni ’80 – ha dichiarato Veneroni – L’ordinanza sindacale che intimava alle proprietà a intervenire con una bonifica risale al 2001. Nel corso degli anni successivi, diverse altre azioni del Comune si sono avvicendate con il fine di sollecitare interventi di ripristino della sicurezza ambientale. Vista l’inadempienza dei proprietari, il Comune ha proceduto all’immissione in possesso temporanea dell’area, avviata nell’ottobre 2024 e conclusasi nei primi mesi del 2025. Il sostegno di Regione Lombardia e l’impiego dei fondi Pnrr hanno reso possibile un’azione che va oltre la semplice messa in sicurezza. Il tutto restituendo alla città un’area recuperata e pronta a nuove funzioni di interesse pubblico”.

Cosa sono i “siti orfani”

Nello specifico, quando si parla di “siti orfani” si intendono le aree inquinate in cui non è individuabile un responsabile della contaminazione o dove lo stesso non può o non vuole sostenere i costi di recupero dei terreni. Rientrano in questa definizione i percorsi di bonifica avviati, ma mai conclusi, anche eventualmente da soggetti incolpevoli (ad esempio il proprietario).