Parcheggi a pagamento: il Comune incamera solo 42mila euro sui 900mila di incassi del gestore

Il consigliere Forlani (Vivere Cernusco Adesso) solleva perplessità sulla convenienza della concessione ad Abaco e sulla causa intentata dal precedente gestore Tetris

Parcheggi a pagamento: il Comune incamera solo 42mila euro sui 900mila di incassi del gestore

Gestione delle strisce blu a Cernusco sul Naviglio sotto la lente della minoranza. Luca Forlani, consigliere della lista Vivere Cernusco Adesso, ha portato alla luce i dati della sosta a pagamento in città. Dalla sua relazione emerge un paradosso: l’attuale concessionaria, Abaco, subentrata un anno fa alla Tetris, nel primo anno (luglio 2024 – giugno 2025) avrebbe incassato oltre 900mila euro dagli utenti. Tuttavia, le entrate dirette per le casse comunali ammontano a soli 42.500 euro, frutto di un canone annuo di 34mila euro e di un piccolo aggio sugli incassi oltre la previsione.

I conti che non tornano: discrepanze nella relazione

Forlani punta il dito su un’ulteriore incongruenza:

Nella relazione si parla solo di 2.900 euro di aggio, quando invece per i primi 6 mesi del 2024 dovrebbero essere almeno 21mila euro e, calcolando sull’annualità, oltre 53mila

Il confronto con il passato

La situazione appare ancora più critica se confrontata con il precedente contratto affidato a Tetris nel 2019. Nonostante le difficoltà della pandemia, che portarono a una rinegoziazione dei canoni, l’accordo prevedeva entrate comunali annue stimate attorno ai 600mila euro. Il canone annuo, anche dopo il ridimensionamento, era fissato a 80mila euro per l’ultimo periodo.

Il nuovo bando: un crollo a 25mila euro di base

Il punto chiave della controversia risiede nel nuovo bando di gara. L’Amministrazione, pur con un calo minimo dei posti auto (da 1.678 a 1.625), ha abbassato bruscamente la base d’asta del canone, passata da 80mila a soli 25mila euro. Forlani stima che, se ad Abaco fossero state applicate le stesse condizioni dell’ultimo periodo con Tetris, il Comune avrebbe incassato almeno 140mila euro, invece degli attuali 42.500.

La spada di Damocle: la causa di Tetris

A complicare il quadro c’è il contenzioso con l’ex gestore. La Tetris, esclusa dall’ultima gara in quanto inadempiente, ha intentato una causa al Comune chiedendo un risarcimento danni di 700mila euro.

L’azienda contesta una serie di inadempienze e la sostanziale alterazione dei valori della nuova concessione per lo stesso servizio. Dal canto suo, l’Amministrazione contesta a Tetris un mancato introito di 350mila euro.

La richiesta finale: stop alla proroga con le stesse condizioni

Di fronte a questo quadro, Forlani lancia un monito:

Mi auguro che a giugno non si proceda a una proroga ad Abaco con le stesse caratteristiche