Urbanistica

Palazzina su un’area verde: dopo le sentenze dei Tribunali arriva il via libera del Comune

Il progetto a Brugherio, in via Increa: "semaforo verde" della Giunta del sindaco Roberto Assi al permesso di costruire convenzionato

Palazzina su un’area verde: dopo le sentenze dei Tribunali arriva il via libera del Comune

Con il primo via libera da parte della Giunta guidata dal sindaco Roberto Assi può dirsi definitivamente conclusa (o quasi) l’annosa e lunga vicenda legata a un intervento edilizio a Brugherio, in via Increa, rimasto bloccato per anni. E che, nel recente passato, ha anche portato all’apertura di vari fascicoli, pure di natura penale, nei Tribunali.

Via libera al permesso di costruire

È stato adottato da Villa Fiorita il permesso di costruire convenzionato dell’area di trasformazione C1.7. Con una variante, però, rispetto al progetto originario. Su un terreno tra le vie Increa e Calvi, infatti, non sorgeranno più alcune villette a schiera, ma un unico stabile residenziale, mantenendo però inalterate le volumetrie originarie e le opere pubbliche che il Municipio riceverà “in dote”. Tra queste, una nuova strada d’accesso in entrata da via Increa, corredata da spazi verdi e parcheggi che risulteranno utili anche ai fruitori del polmone verde inserito nel Plis Est delle Cave.

Il “semaforo verde” è figlio anche di sentenze

L’intervento in questione era stato intavolato durante l’Amministrazione guidata da Maurizio Ronchi, per poi arenarsi definitivamente nel 2018 a seguito del mancato rilascio del permesso di costruire da parte del Settore sviluppo del territorio di Villa Fiorita, dopo un iter a cavallo dei due mandati da sindaco di Marco Troiano. Un secco “no” arrivato nonostante una variante parziale al Piano regolatore e due convenzioni (tra il 2009 e il 2010, con tanto di passaggio in Consiglio comunale) prevedevano la cessione gratuita al Municipio di una porzione dell’area di proprietà privata per permettere l’allargamento della strada. In cambio, i soggetti attuatori proprietari del sedime (due privati cittadini e la società San Francesco Immobiliare 2006) ottennero come contropartita il riconoscimento di maggiori volumetrie da sfruttare nel medesimo comparto.

La parentesi penale

O almeno bisognerebbe dire che avrebbero ottenuto la premialità, se il progetto (conforme al Pgt vigente) non fosse stato fermato. Una vicenda che aveva toccato anche l’ex consigliere del Pdl, geometra di professione, Vittorio Cerizza, socio di minoranza della San Francesco finito alla sbarra per abuso d’ufficio. La sua è stata una vera “odissea”: nel 2013 venne assolto dal Tribunale di Monza, salvo poi essere condannato nel 2014 in appello. La Cassazione due anni dopo annullò la sentenza di secondo grado, aprendo così le porte a un altro processo nel capoluogo di provincia, davanti a un’altra Sezione, conclusosi con l’assoluzione definitiva sempre nel 2016.

Il fronte della giustizia amministrativa

Nel 2022, poi, si è chiusa anche la parentesi della giustizia amministrativa. Una sentenza a favore dei proprietari del terreno era già arrivata agli inizi del 2019, con il Tar che aveva annullato il provvedimento con il quale l’Amministrazione aveva negato il permesso di costruire. Il passaggio in Consiglio di Stato è stato frutto di un ricorso del Municipio che, contestando il responso del Tribunale amministrativo regionale (e non ottemperando al suo pronunciamento), ha tentato di ribaltare le sorti, rimanendo però «schiacciato» sotto novemila euro di spese legali che ha dovuto riconoscere alle tre controparti. Compresa la San Francesco Immobiliare, il cui amministratore unico è il costruttore brugherese Giuseppe Borzomì.

Cosa sorgerà sul terreno al centro del braccio di ferro

Tirando le somme, quindi, è possibile sostenere che i contenuti delle convenzioni (che sono a tutti gli effetti dei contratti) vanno rispettati. Lo scorso autunno i privati hanno depositato in Comune la richiesta di variante, che ha comportato il depennamento delle villette sostituite da un’unica costruzione residenziale, di massimo tre piani fuori terra. Gli oneri di urbanizzazione dovuti all’ente, tra primaria e secondaria, ammontano a poco meno di 125mila euro, con opere di interesse pubblico a carico dei proponenti, a scomputo, per un totale di 220mila euro. La restante parte, circa 95mila euro, verrà messa sul tavolo dall’Amministrazione.