Ospedale di Vaprio “svuotato” e pazienti trasferiti a Gorgonzola. Sulla questione è intervenuto il Pd Adda Martesana che ha annunciato un’interrogazione in Regione.
“Il presidio non era solo una protesta, era un allarme”
Sull’ospedale di Vaprio “svuotato” dei pazienti trasferiti a Gorgonzola è intervenuto anche il Pd Adda Martesana che ha sottolineato come, da sempre, sia in prima linea per difendere la sanità pubblica e territoriale del territorio.
Il presidio al quale abbiamo partecipato, insieme a tutte le realtà che aderiscono al Tavolo Melegnano e Martesana in salute, il 17 settembre all’Ospedale di Vaprio d’Adda non era solo una protesta, ma un allarme concreto su un disastro annunciato. I fatti di queste ore ci danno purtroppo ragione: come confermato dal comunicato di FP CGIL Milano e dalle cronache locali di Prima la Martesana, l’Ospedale di Comunità di Vaprio si è improvvisamente svuotato, con i pazienti trasferiti d’urgenza a Gorgonzola, fughe di personale e l’intervento dei Carabinieri in reparto! A meno di un mese dall’avvio della gestione privata, la struttura si ritrova ad essere un reparto fantasma, vuoto e non operativo, con i lavoratori abbandonati nell’incertezza. È la dimostrazione evidente che esternalizzare i servizi e affidarsi ai privati, senza programmazione né visione, distrugge la sanità territoriale invece di rafforzarla.
hanno osservato gli esponenti del Pd Adda Martesana in una nota in cui è stata annunciata anche l’azione intrapresa a livello di Regione Lombardia.
Come Pd siamo passati subito alle azioni concrete: i nostri consiglieri regionali Carmela Rozza, Carlo Borghetti, Pietro Bussolati e Onorio Rosati di Avs hanno presentato un’interrogazione urgente in Regione Lombardia per pretendere risposte immediate da Giunta e Asst su quanto accaduto, sulla tutela dei lavoratori e sul futuro del presidio. Continueremo la nostra battaglia in tutti i Comuni del territorio e in Regione contro lo smantellamento dei servizi pubblici (OdC e CdC). La cura della cittadinanza è un diritto pubblico, non un’opportunità di profitto per i privati