SANITÀ

Ospedale di primo livello in Martesana: nuovo incontro a Liscate

Il Comitato favorevole alla realizzazione ha tracciato una panoramica dei possibili sviluppi, dopo l'approvazione della mozione in Regione Lombardia: primo step in corso uno studio da parte del Politecnico

Ospedale di primo livello in Martesana: nuovo incontro a Liscate
Auditorium gremito, attenzione alta e un tema capace di toccare da vicino la vita quotidiana di migliaia di cittadini. Giovedì sera a Liscate il dibattito sul futuro della sanità territoriale ha acceso i riflettori su un progetto atteso da decenni: la realizzazione di un ospedale pubblico di primo livello per la Martesana. Un incontro partecipato, promosso dal Comitato dopo il primo confronto di Basiano, che ha riunito istituzioni, tecnici e comunità in un momento di confronto concreto.

Le parole del sindaco Fucci in apertura

Ad aprire la serata è stato il sindaco Lorenzo Fucci, il primo chiamato a salire sul palco, che ha riportato il discorso su un piano estremamente concreto:
Fare il sindaco talvolta non è semplice: siamo responsabili della salute dei cittadini ma non abbiamo competenze dirette sulla sanità e spesso non veniamo interpellati nelle scelte, pur essendo coloro che conoscono meglio le esigenze».
Un ruolo, ha ricordato, reso ancora più evidente durante l’emergenza Covid. Fucci ha quindi posto l’accento sulle criticità quotidiane: carenza di medici di base, turn over dei pediatri, difficoltà negli spostamenti per i più fragili e tempi d’attesa lunghi per visite ed esami.
La gente che incontro è preoccupata per questo, non è un mistero che la discussione sull’ospedale di primo livello non mi appassiona, non perché non mi interessa, anzi mi batto da anni per una sanità più efficiente e migliore, come testimonia l’impegno nella Casa di Comunità che tra maggio e giugno inaugureremo.
Sarà un luogo che ospiterà molti servizi, prelievi, medici, prenotazioni, sportelli, guardia medica e tanto altro, un passo concreto per la nostra sanità territoriale.
Interpellato direttamente dal coordinatore del dibattito Roberto Perticone, membro del Comitato, che ha chiesto a Fucci la sua posizione sull’Ospedale, ha chiarito con franchezza:
Io sono d’accordo sulla realizzazione, a patto che non vengano dimenticati tutti gli altri servizi essenziali per i cittadini, di cui hanno bisogno ora non tra dieci anni..

La posizione del Comitato

Tra i relatori Nicolas Gallizzi, consigliere regionale di Noi Moderati, Vittorio Mapelli, professore di Economia sanitaria all’Università Statale di Milano, Mauro Mascherpa, presidente del Comitato ed ex primario, e Franco Guzzetti, professore del Politecnico di Milano. Presente anche Christian Garavaglia, consigliere regionale e presidente di Fratelli d’Italia.
Gallizzi ha ribadito il valore istituzionale del percorso avviato, spiegando come dopo l’approvazione della mozione in Regione, l’assessore Guido Bertolaso ha dato il via libera a uno studio affidato al Politecnico di Milano, chiamato a valutare tre scenari: potenziamento degli ospedali di Melzo e Cernusco, ampliamento del presidio di Melzo oppure realizzazione di una nuova struttura in un’area strategica dell’Adda Martesana.
I numeri dati dai relatori raccontano l’urgenza: su circa 350mila abitanti distribuiti in 28 Comuni, nel 2024 si sono registrati 40mila ricoveri, con oltre l’80% dei pazienti costretti a rivolgersi a strutture esterne. Un territorio vasto, privo di un Dea e di un ospedale di primo livello.
Un sogno che esiste da cinquant’anni e che oggi inizia a vedere la luce –  ha sottolineato Gallizzi, delineando un possibile nosocomio, su un’area di 80mila metri quadrati.

I numeri del nuovo Ospedale

Sul piano tecnico, Mapelli ha invitato alla cautela nelle dimensioni e nella localizzazione (diverse le candidature delle ultime settimane tra cui lo stesso Melzo), stimando un investimento di circa 317 milioni di euro e una capienza di circa 340 ricoveri più una quarantina di day hospital.  Guzzetti ha invece descritto una struttura «camaleonte», capace di adattarsi nel tempo e integrarsi con le Case di comunità. Garavaglia ha rimarcato la portata strategica del progetto:
Ascoltando il sindaco, pensavo che io, invece, sono entusiasta del progetto, i numeri messi in luce in precedenza fanno emergere chiaramente come solo meno del 20% totale della popolazione trovi risposte attualmente a Cernusco e Melzo, manca in particolare l’alta specializzazione.
Siamo all’inizio di un percorso, in un momento storico cruciale: serve lavorare insieme, senza divisioni di partito, dopo cinquant’anni possiamo dire che grazie alla politica qualcosa si è mosso, ora serve pazienza e unione..

L’intervento del capogruppo di Progetto Liscate

In chiusura spazio alle domande del pubblico e all’intervento di Sabrina Conca, capogruppo di Progetto Liscate, che ha ricordato come la minoranza sia stata la prima a portare il tema in Consiglio comunale, ribadendo la necessità di una struttura adeguata ai bisogni del territorio.