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L'iniziativa

Oltre i pregiudizi: perché il color carne deve essere solo il rosa?

Una campagna per parlare di inclusione attraverso il linguaggio: tra gli ideatori c'è una consulente di Cologno Monzese.

Oltre i pregiudizi: perché il color carne deve essere solo il rosa?
Attualità Martesana, 24 Febbraio 2022 ore 12:55

Oltre i pregiudizi: perché il color carne deve essere solo il rosa? La campagna "Color Carne non è solo un colore" (partita martedì 22 febbraio 2022) per parlare di inclusione attraverso il linguaggio: tra gli ideatori c'è una consulente di Cologno Monzese.

Color carne

Di che colore è il color carne? Una domanda semplice, apparentemente innocua, a cui tutti sanno rispondere. È un beige, rosa, “simile al colore della carne umana” lo dice persino il vocabolario. Già il colore della carne umana… solo rosa? Comincia così il sito della campagna di advocacy “Color Carne”, al via oggi, che vuole richiamare l’attenzione sui temi riguardanti il colore della pelle e il rispetto delle differenze di ognuno.

Le autrici del progetto

Autrici del progetto sono la strategist di Prato Giuditta Rossi, nera, e la storyteller di Cologno Monzese Cristina Maurelli, bianca. Lavorano insieme per Bold Stories su progetti corporate, e un giorno per caso si ritrovano a parlare di colori. È qui che, con sorpresa, entrambe realizzano, per la prima volta, l’assurdità del termine e decidono di fare qualcosa coinvolgendo colleghi e amici.

La campagna

La campagna vuole “cambiare colore al color carne” (anche “nudo” e “naturale” non sono certo una soluzione) e prevede la condivisione di card con originali immagini e grafica, disponibili su colorcarne.it. Sul sito, oltre a un “colorimetro” con i colori dell’umanità, sono segnalati, per ispirarsi e approfondire, anche case study e tool che mostrano come questa tematica venga affrontata nel mondo, in diversi settori: dall’editoria, ai prodotti, ai progetti artistici.

L'idea di Color Carne

L’idea di color carne uguale “rosa”, presuppone, spesso inconsciamente, che la pelle di una persona bianca sia la norma. Color Carne vuole essere la dimostrazione di come concetti che sembrano inoffensivi, in particolare nel linguaggio e nelle rappresentazioni visive, possano invece nascondere bias, pregiudizi e discriminazioni, e come basti “poco” per svelarli e cambiare punto di vista. È un invito a sfidare lo standard, a farsi delle domande e, se quello standard non ci corrisponde più, ad agire per il cambiamento.

L'obiettivo di Color Carne

“In questo caso parliamo di discriminazione sul colore della pelle - spiega  Giuditta Rossi - ma lo stesso vale per tutte le categorie sotto rappresentate. Color Carne può diventare il punto di incontro per chi vuole costruire una società in cui la diversità venga valorizzata e in cui ogni persona sia in grado di riconoscersi". "Il nostro progetto diventa l’occasione per immaginare un modo diverso e di pensare, parlare, agire e anche di fare business - aggiunge Cristina Maurelli - I bias, proprio per la loro natura culturale possono riguardare tutti, è importante non colpevolizzare, ma prendere coscienza e fare la scelta di cambiare".

Un progetto di sensibilizzazione

Di fronte a temi come questi, spesso si tende a sminuire il problema o a considerarlo trascurabile. Invece è proprio modificando queste false certezze che si possono cambiare le cose. La campagna intende amplificare l’argomento anche in Italia, sensibilizzando non solo le persone, ma invitando gli editori e i brand a fare un piccolo ma significativo passo, cambiando il loro vocabolario, e magari pensando a nuovi prodotti inclusivi. Color Carne è un progetto di advocacy a cura di Bold Stories.

Cristina Maurelli

Autrice, regista e formatrice con un focus sullo storytelling televisivo e cinematografico; è copywriter da più di 25 anni, durante i quali ha collaborato con i più grandi brand italiani e internazionali. Insegna Discipline dello Spettacolo all’Università degli Studi a Brescia e a Mantova. È la creatrice del metodo Pv Code – cinema partecipativo per lo sviluppo di Comunità, ed esperta di narrazioni per il sociale, ambito in cui ha scritto numerosi documentari e spettacoli teatrali.

Giuditta Rossi

Strategist, brand specialist, responsabile di progetti complessi di comunicazione, crea e concretizza strategie di branding, content, brand development e personal branding per ambiziosi clienti corporate. Esperta di campagne di comunicazione integrata multicanale, si muove in ambito Atl, social, digital, Ppo e Btl, per raccontare le loro storie, dalla strategia fino al coordinamento della fase di execution.

Sono co-founder di Bold Stories, una società di consulenza strategica che aiuta aziende, organizzazioni e istituzioni a fare scelte consapevoli e ispiranti e a raggiungere i propri obiettivi, rappresentandosi in ogni ambito in modo autentico e valorizzando diversità, inclusione e sostenibilità.

Liberi Svincoli

Al progetto, come detto, collabora anche l'associazione "Liberi Svincoli" che raggruppa professionisti del mondo dello spettacolo e della comunicazione. Tra questi la triuggese Giorgia Mosca: "Si tratta di una campagna lanciata a livello nazionale che avrà ricade anche internazionali - spiega Giorgia - Da anni, come associazione, sosteniamo il tema dell'inclusione sociale soprattutto attraverso l'utilizzo della parola. Supporteremo questa campagna dal punto di vista della comunicazione presentando il progetto che coinvolge artisti a livello nazionale. Non c'è alcun fine commerciale: l'unico obiettivo è parlare di inclusione utilizzando il linguaggio".

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