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103 anni fa

Oggi, 26 gennaio, si celebra la nascita del capitano Valentino Mazzola

Ha lasciato il segno in tante stagioni di Serie A, diventando anche capocannoniere nel 1947. E’ originario del Ricetto, lo storico quartiere situato dietro al Castello a Cassano d'Adda.

Oggi, 26 gennaio, si celebra la nascita del capitano Valentino Mazzola
Attualità Cassanese, 26 Gennaio 2022 ore 17:00

Valentino Mazzola, nato a Cassano d'Adda il 26 gennaio 1919 è stato una vera e propria leggenda del calcio italiano.

Cassano d'Adda celebra la nascita di Valentino Mazzola

Valentino Mazzola è nato a Cassano d'Adda il 26 gennaio 1919. E’ originario del Ricetto (in dialetto cassanese il Ruscett), lo storico quartiere situato dietro al Castello. Viene da una famiglia molto modesta, il padre Alessandro era operaio in Atm e nel 1929 perse il lavoro a causa della Grande depressione (e poi morì tragicamente nel 1940, investito da un camion). Così Valentino, per aiutare i genitori e i suoi quattro fratelli cominciò a lavorare a soli 11 anni. Trovò dapprima impiego come garzone di un fornaio e poi a 14 anni al Linificio di Cassano d’Adda.

Gli esordi

Quando giocava nella squadra del paese, l’allora Cassano - Tresoldi, percependo un premio di 10 lire a partita, venne notato da un suo compaesano appassionato di calcio, che lavorava come collaudatore all’Alfa Romeo di Arese, grazie al quale ottenne un posto nella squadra aziendale e un nuovo lavoro da meccanico. In quell’epoca ricevette anche l’offerta dal Milan, ma allora preferì militare nel Campionato di Serie C con l’Alfa e tenersi un lavoro sicuro come operaio. Nel 1939 venne chiamato alle armi nella Regia Marina, destinazione la Capitaneria del porto di Venezia, e, dopo aver passato qualche mese in nave a bordo di un cacciatorpediniere, venne spostato alla Compagnia del porto. A Venezia conseguì la licenza elementare, frequentando una scuola serale.
Fu notato anche da alcuni osservatori del Venezia e al provino, lasciando intenzionalmente a casa gli scarpini, si presentò sul campo a piedi nudi e convinse lo stesso tutti.

In Serie A col Venezia

Il suo debutto in Serie A avvenne il 31 marzo del 1940 nella partita Lazio - Venezia (terminata 1-0). L’anno seguente coi lagunari vinse la Coppa Italia e in finale con la Roma, nella partita di andata, coi capitolini in vantaggio per 3-0 Mazzola al 37’accorciò le distanze e la sua rete fu di sprono agli ospiti per agguantare un insperato 3-3 finale. Dopodiché, all’andata ai padroni di casa fu sufficiente vincere 1-0 per aggiudicarsi il trofeo.

Il passaggio ai granata

Nel 1942 passò al Torino che lo acquistò per 1 milione e 250mila lire e riuscì a bruciare la concorrenza della Juventus. Nello stesso anno i granata furono la prima squadra a vincere sia la Coppa Italia che il Campionato, con Mazzola che disputò tutte le gare e ottenne il titolo di capocannoniere della Coppa con 5 reti.

I primati

Mazzola entrò in altri primati conseguiti dall’allora Grande Torino. Fu, per esempio, tra gli artefici del cosiddetto "quarto d’ora granata" nel 1946, dopo che la squadra in trasferta realizzò sei reti alla Roma nel giro di tredici minuti. Ed è ancora suo il record conquistato l’anno seguente, in casa, quando rifilò al Vicenza una tripletta in soli tre minuti (al 29’, al 30’ e al 31’). Mentre nel 1947-48 mise anche il suo scarpino nel 10-0 casalingo all’Alessandria (la vittoria col più alto scarto nella storia della massima serie del Campionato italiano) nell’anno il cui il Torino fece ben 125 reti, in un torneo che allora contava 21 squadre, con una media gol a partita pari a 3,13 (una rete segnata ogni 28,8 minuti di gioco). In Nazionale, invece, complice anche il Secondo conflitto mondiale, Mazzola ebbe modo soltanto di giocare 12 partite amichevoli, riuscendo lo stesso a indossare la fascia di capitano nel 1947 e segnando alla fine 4 reti. Complessivamente nella sua carriera da professionista realizzò 12 gol con la maglia del Venezia e 109 con quella del Torino. A livello di trofei si aggiudicò due Coppe Italia (una nel 1941 coi lagunari e l’altra nel ‘43 coi granata), ben cinque Scudetti (1942-43, 1945-46, 1946-47, 1947-48, 1948-49) e un titolo di capocannoniere (nel 1946-47 con 29 reti).
Pur non essendo alto era dotato di un grande fisico ed era pure ambidestro. Mazzola alla fine è stato giudicato il giocatore più completo della storia del calcio italiano e se non avesse perso la vita quel tragico pomeriggio del 4 maggio 1949, a soli 30, anni, quando l’aereo che lo riportava a Torino dopo un’amichevole a Lisbona che la squadra aveva giocato con lo Sporting, si schiantò in fase di atterraggio sulla collina di Superga, le sue imprese sportive sarebbero continuate ancora per tanti anni. Il suo nome però, come la sua quadra, ora è leggenda.

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