Cosa prevede la convenzione

Non solo housing sociale: dal progetto della Torriani anche il rifacimento delle facciate di Villa Casati

Il restauro della sede del Comune di Cologno Monzese sarà in capo a Officine Mak, operatore responsabile dell'intervento di rigenerazione urbana di corso Roma

Non solo housing sociale: dal progetto della Torriani anche il rifacimento delle facciate di Villa Casati

Un’opportunità che era nell’aria da tempo e che ora è stata ufficializzata, unendo l’utile (la riconversione urbanistica di un’ampia fetta del centro) al “dilettevole”, ossia la ristrutturazione del “cuore” istituzionale della città e di uno degli edifici storici, e quindi da valorizzare, di Cologno Monzese. E che tra l’altro è sotto tutela della Soprintendenza.

Il Piano attuativo dell’ex Torriani porta “in dote” il restauro di Villa Casati

Officine Mak, l’operatore responsabile del Piano attuativo dell’ex Torriani di corso Roma, si occuperà non solo della realizzazione della palazzina in housing sociale in via Pergolesi, sul sedime dell’ex sede del Cap, ma anche del completo recupero delle malandate facciate di Villa Casati, vittime degli effetti dell’umidità di risalita che nel corso degli anni le ha profondamente lesionate, e della manutenzione straordinaria del tetto dello stesso edificio.

Approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica

Il progetto di fattibilità tecnico-economica (la cui versione definitiva è stata protocollata in Comune a metà dicembre) è stato curato dalla stessa società immobiliare e ha ottenuto, nei giorni scorsi, il via libera da parte della Giunta guidata dal sindaco Stefano Zanelli. L’intervento in questione (da tempo inserito nel Piano delle opere pubbliche dell’ente) “cuba” in tutto circa 2,3 milioni di euro e sarà realizzato direttamente da Officine Mak, invece di riconoscere una pari cifra cash al Municipio sotto forma di monetizzazione.

Perché sono state scelte le facciate della sede del Municipio

“La scelta di individuare la riqualificazione complessiva delle facciate risponde a un chiaro e prevalente interesse pubblico, in quanto l’immobile ha un rilevante valore storico-architettonico ed è sede istituzionale rappresentativa dell’Amministrazione comunale, oltre che essere luogo di riferimento per la cittadinanza e per lo svolgimento di attività culturali e di interesse collettivo – si legge nella delibera illustrata all’Esecutivo dall’assessore ai Lavori pubblici Loredana Verzino – L’intervento è finalizzato alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio pubblico comunale, al miglioramento del decoro urbano e dell’immagine complessiva del centro, nonché alla piena fruibilità e riconoscibilità dell’edificio quale bene pubblico, con ricadute positive in termini di attrattività e identità urbana”.

Il restauro di Villa Casati interesserà anche le parti decorative e cromatiche, oltre che l’impianto di illuminazione che verrà rifatto. Il tutto per “ripristinare la sua dignità architettonica”, che in questi anni è stata parecchio appannata dalle porzioni scrostate che non hanno certo concorso a garantirne il decoro.

I danni provocati dall’umidità di risalita

L’umidità di risalita è un fenomeno in cui l’acqua dal terreno riemerge lungo le pareti dell’edificio, trasportando sali solubili che possono depositarsi sulla superficie dei muri, causando efflorescenze saline, macchie, aloni e altri danni. Ciò accade a causa della capillarità che consente all’acqua di attraversare i pori di materiali come cemento, mattone e intonaco. La sua origine risiede spesso nelle fondamenta dell’edificio e può essere causata dalla mancanza o dall’inefficacia del sistema di impermeabilizzazione delle strutture a contatto con il suolo. Da qui i rigonfiamenti, i distacchi e le fessure da ritiro ben visibili sulle pareti (anche interne) della sede comunale.

Se lo stato delle facciate affonda le radici nelle tecniche costruttive di allora (Villa Besozzi Casati è stata edificata nel 1500), le condizioni della copertura (con tegole assenti o instabili che possono provocare danni alla struttura lignea) sono invece frutto «dell’assenza di manutenzione periodica», hanno ammesso i progettisti. La soluzione ipotizzata prevede il recupero e il riposizionamento del maggior numero di coppi storici possibile.

Cosa sorgerà in corso Roma

I circa 300 appartamenti di edilizia privata che sorgeranno in corso Roma, invece, saranno divisi in sei condomini e in una torre da 12 piani. E porteranno in dote opere pubbliche e interventi che cambieranno profondamente il volto della città, anche con l’intervento su Villa Casati: si va da due nuove rotonde su corso Roma alla rete di piste ciclabili, passando per un nuovo parco (che verrà collegato all’area verde che si affaccia su via 4 Strade) e una struttura dedicata agli studenti universitari per lo studio, all’angolo tra via Petrarca (che verrà allargata) e via 4 Strade. A ciò si aggiungerà un servizio di presidio, che potrebbe essere affidato a un’associazione per garantire una presenza fissa e quindi una maggiore sicurezza della zona.