Dopo i danni delle intemperie del 2023, la ciminiera dell’ex stabilimento Invernizzi di piazza Risorgimento a Melzo non è più recuperabile. Anche la commissione che si è tenuta settimana scorsa ha mostrato pollice verso.
Il punto della situazione
Sarà demolita. La decisione è arrivata dopo l’esame in commissione Territorio e Ambiente della richiesta di abbattimento presentata dai condomini proprietari del manufatto, che hanno l’obbligo di gestirne la manutenzione.
Perché si demolisce:
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Gravi problemi statici: Emergono sia alla sommità che alla base della struttura, aggravati dagli eventi meteorologici estremi dell’estate 2023.
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Recupero “impraticabile”: I tecnici della proprietà hanno certificato che un intervento di risanamento sarebbe tecnicamente troppo complesso e ad alto rischio per la sicurezza degli abitanti della zona densamente popolata.
Il ruolo del Comune e il valore simbolico
Sebbene si tratti di un manufatto di edilizia privata, l’assessora all’Edilizia Lino Ladini ha voluto coinvolgere la commissione per il valore paesaggistico e simbolico del manufatto, legato alla memoria industriale della città. L’Amministrazione ha tentato, senza successo, di sollecitare un confronto con la Soprintendenza per trovare alternative. La responsabile urbanistica Alice Casiraghi ha ricostruito l’iter durante l’incontro, spiegando ai consiglieri comunali cosa è stato fatto durante questi mesi di confronto.
I prossimi passi
Una volta ottenute le autorizzazioni, i lavori di demolizione dureranno dalle 8 alle 10 settimane, mentre l’avvio dei lavori è previsto nei prossimi mesi. La vicenda chiude, non senza dibattito, un capitolo di storia industriale cittadina, in bilico tra la tutela della memoria e l’imperativo della sicurezza.